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CRUNA | Rifiuti e differenziata | E questo dove va buttato? Tutti gli errori del riciclaggio

E questo dove va buttato? Tutti gli errori del riciclaggio

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dal Corriere della Sera del 05/11/2010.

Fazzoletti usati nel cassonetto della carta, forchettine usa e getta in quello della plastica, tubi al neon in mezzo alle bottiglie di vetro, buste delle patatine nell’alluminio. Va bene differenziare, ma come lo facciamo? Non basta riempire i cassonetti e le campane se dentro ci si trova di tutto, e non tutto può poi essere inviato al riciclo. A che serve aumentare la percentuale di differenziato, se una grossa fetta di quello che si raccoglie se ne torna in discarica? Lo sanno molto bene i consorzi che raccolgono e avviano al riciclo, e che pagano ogni anno centinaia di migliaia di euro alle amministrazioni locali per il costo del servizio, cioè per il ritiro dei rifiuti separati. Un tanto a tonnellata, a patto che la percentuale di «impuro» non superi certi limiti, molto bassi per vetro e carta, un po’ più alti (attorno al 15 per cento) per plastica e alluminio. Se il comune non è virtuoso i contributi diminuiscono, con grave danno per le casse della città.

Il vetro, per esempio, perché possa essere riciclato per produrre altro vetro di buona qualità va raccolto con estrema cura, evitando contaminazioni. Il consorzio del vetro, Coreve, ha commissionato un’indagine ad AstraRicerche realizzata nel mese di ottobre, per raccogliere dati su come gli italiani giudicano e fanno la differenziata, dati da cui partire per una campagna nazionale di informazione dal titolo «C’è vetro e vetro. Impara la differenza». «Gli italiani ce la mettono tutta per fare la raccolta differenziata — dice il presidente di Coreve Enzo Cavalli —. Lo confermano i nostri dati che evidenziano un incremento del 3,6 per cento nel 2009 per il vetro. Ma non basta. Quasi un camion su cinque da noi ritirato è poi tornato in discarica perché la qualità del prodotto raccolto non era buona. È diventato urgente spiegare bene ai cittadini che cosa devono fare». Nel 2009 infatti, il 15,9 per cento del vetro ritirato non era adatto al riciclo: il 59 per cento degli italiani dice di avere idee poco chiare su che cosa separare, finendo per inserire nella raccolta del vetro anche lampadine, tubi al neon, oggetti di cristallo e ceramica. Che invece devono restare fuori e andare nell’indifferenziato. «In dieci anni siamo passati da 800 mila a 3 milioni e 200 mila tonnellate di carta raccolte ogni anno — concorda Carlo Montalbetti, direttore generale del consorzio della carta, Comieco —. C’è stato quindi un forte miglioramento sul fronte della raccolta. Ma sulla qualità c’è ancora molta strada da fare. Bisogna standardizzare i sistemi di raccolta e informare i cittadini. Far capire, per esempio, che il cartone delle pizze è ottimo per il compost ma non va al riciclo». Il 27 per cento degli italiani manda alla differenziata della carta anche quella sporca di cibo; il 25 per cento i giornali avvolti nel cellophane; il 17 per cento i fazzoletti e i tovaglioli usati. Nel 2009 la quota di recupero dell’alluminio è stata pari al 56,1 per cento dell’imballaggio messo ogni anno sul mercato. Un buon risultato ma si potrebbe fare meglio se diminuisse l’impuro. «È indispensabile uniformare i sistemi di raccolta su tutto il territorio nazionale — dice il presidente del Consorzio dell’alluminio, Cial, Gino Schiona —. Adesso ogni comune fa come vuole, e da un comune all’altro cambiano le regole, porta a porta oppure cassonetto o campana e spesso cambiano anche i colori dei cassonetti e delle campane. Ci vogliono regole chiare e valide per tutti». La plastica è quella più difficile da separare. Nel cassonetto finisce di tutto, in media un 12 per cento di improprio. «Nel dubbio meglio gettare nell’indifferenziato — dice il presidente di Corepla Giuseppe Rossi —. La differenziata è infatti un mezzo, non un fine. Il vero fine è il riciclo».

Un esempio nostrano.

Foto scattata a Recale il 7/11/2010 sulla Piazzetta dietro la posta, come potete notare sul cassonetto del vetro ci sono due tubi al neon che andrebbero conferiti con i Raee (rifiuti elettrici ed elettronici) e a sinistra c'è anche una bella brocca in ceramica che dovrebbe essere smaltita nel secco indifferenziato, sigh!!!

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