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CRUNA | NOTIZIE | Il primato: nel Casertano la supernonna, ha 109 anni

Il primato: nel Casertano la supernonna, ha 109 anni

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anna giaquintoCASTEL MORRONE. Per lei il Novecento è stato davvero il Secolo breve. Ha superato due guerre mondiali, e oggi affronta, con l’entusiasmo di una bambina cui piacciono le caramelle, la liquirizia e la coca cola, il terzo millennio. Si commosse quando, da adolescente, ascoltò per la prima volta la radio; non poteva, certo, immaginare che avrebbe trascorso le sue giornate da pensionata dinanzi a un televisore con il digitale terrestre. Insomma, ne ha fatta di strada Anna Giaquinto, che oggi compie 9 anni e un secolo; è la donna più longeva di Terra di Lavoro e, forse, della Campania. Nata a Napoli, nei pressi della stazione centrale, da Vincenzo e Lucia, che ancora riecheggiano nei suoi racconti, nonna Anna si è guadagnata da vivere imbastendo, cucendo e rammendando vestiti in una sartoria di via Chiaia, una delle strade più eleganti della città partenopea. Con il ditale all’indice medio ha vissuto le gioie e le asprezze di un’esistenza normale che il tempo ha reso straordinaria. Tanti amori, nessuno, però, in grado di condurre quegli occhi azzurro mare all’altare e strapparli dalle stoffe di organza e di chiffon. Nel 2000, nonna Anna si è trasferita a Castel Morrone, nella casa per anziani Figlie della carità, gestita da un gruppo di suore vincenziane.

anna giaquintoLa madre superiora, suor Angela Vacca, è il suo angelo custode da otto anni: «Si sveglia di buonora, tutti i giorni – ci ha detto –, anche di domenica. Fa un’abbondante colazione, con latte e biscotti, e poi raggiunge le altre ospiti nel soggiorno. Fino a 104 anni camminava da sola, oggi ha bisogno di essere sostenuta, ma è comprensibile alla sua veneranda età. A pranzo, tranne che la pastina in brodo, che odia, mangia di tutto, e ti guarda in cagnesco, se provi a darle una mano. Si indispettisce pure quando non vede in tavola la coca cola, che sorseggia fino alla fine del pasto». Della famiglia di origine a nonna Anna è rimasta solo una «giovane» nipote, Maria Savastano, appena settantacinquenne, che abita a Caserta. Una volta al mese, Maria fa visita alla zia e le lascia tutto ciò che le occorre: biancheria nuova, abiti di stagione e una scorta di trenta lattine della sua bevanda preferita. Nonna Anna non assume farmaci, ha un udito un po’ ballerino, ma è lucida ed è in ottima forma. «Di pomeriggio – ha proseguito suor Angela –, non vuole dormire, guarda la tv o, se la giornata è bella, si siede accanto alla finestra, magari succhiando una caramella morbida o un bastoncino di liquirizia». Ieri, accompagnati dalla madre superiora e da Aniello Riello di Cittadinanzattiva (associazione di cui l’ultracentenaria dovrebbe essere nominata socia onoraria), siamo entrati nella sala giorno della casa di riposo e nonna Anna era proprio lì, con lo sguardo rivolto verso la strada. Quando suor Angela, avvicinandosi all’orecchio, le ha ricordato che oggi sarebbe stata la sua festa, lei, con un sorriso beffardo, ha sentenziato: «C’aggia fa’, ‘a morte nun me vo’». Per il suo 109esimo compleanno, nel borgo sul Monte Castello si sono mobilitati in tanti. Cittadinanzattiva, alle 16, le ha organizzato una festa, con una torta gigante su cui campeggeranno 109 candeline. «Celebrare nonna Anna – ha spiegato Riello – significa abbracciare idealmente tutti gli anziani della casa di riposo e quelli della nostra comunità, una risorsa culturale e umana da rispettare e tutelare sempre. Se posso, vorrei ringraziare le Figlie della carità per l’impegno che ogni giorno mostrano nell’accudire i nostri padri e i nostri nonni. Basta varcare il portone d’ingresso per avvertire un senso di equilibrio e di armonia. Grazie allo spirito di dedizione di suor Angela e delle consorelle – ha concluso –, tutto funziona a meraviglia». Anche il sindaco di Castel Morrone farà la sua parte. Prima del consiglio comunale, atteso alle 12, Pietro Riello sarà dalla sua secolare concittadina, alla quale porterà il saluto della città e un mazzo di fiori. Per la simpatia, però, nonna Anna meriterebbe il nobel, premio istituito nel 1901, il suo anno di nascita. 
Claudio Lombardi, Il Mattino, 29 dicembre 2010

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