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CRUNA | NOTIZIE | Dove osano Le Aquile (primo tempo)

Dove osano Le Aquile (primo tempo)

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Volontari bocciati, la rabbia sul manifesto-choc
RECALE. «Ancor prima di venire al mondo, il sindaco ha inflitto un colpo mortale al servizio civile»: la denuncia campeggia sui manifesti-choc listati a lutto che l’associazione di protezione civile Le Aquile ha distribuito nell’aula consiliare di Recale. La protesta, singolare e provocatoria, è scaturita dal «boicottaggio» che, secondo i volontari, Porfidia avrebbe compiuto nei confronti del progetto per il servizio civile presentato da Le Aquile alla Regione, prima approvato e poi naufragato. Viene, così, a «mancare prematuramente» un’opportunità per venti giovani, in quali avevano già superato le selezioni ed erano pronti a svolgere sul territorio attività in favore dell’ambiente. Oltre ai manifesti, a darne il «triste annuncio» è anche il presidente dell’associazione Isodoro Marcello che, per puro caso, è consigliere di opposizione. «Porfidia – dice – ha remato contro fin dall’inizio, facendoci togliere la sede dalle Ferrovie. Sarà contento, ora, che ha sottratto i giovani a un’esperienza importante per la loro formazione».
cl.lo., Il Mattino (Caserta), 7 dicembre 2010

L'antefatto: 

recale manifesto funebre le aquile

Protezione civile senza sede: è bufera
RECALE. Saranno pure coincidenze. A Recale, però, tutte le associazioni che occupano strutture pubbliche, ma intrattengono pessimi rapporti con il sindaco Americo Porfidia, prima o poi, vengono sfrattate o sono costrette a lasciare le loro sedi. È successo al circolo degli anziani, alla bocciofila, alla sezione dei «Combattenti e redici» e, da qualche giorno, è toccato al nucleo di protezione civile Le aquile. Dopo circa sei anni, i volontari hanno dovuto abbandonare i locali nella vecchia biglietteria delle Ferrovie dello Stato, in piazza Marianna Gadola. Le stanze erano state cedute in comodato d’uso dalle Ferrovie al Comune, che, a sua volta, le aveva assegnate in subcomodato a Le aquile, in cambio di una serie di obblighi assunti nei confronti delle Fs. «Il contratto era scaduto – spiega Porfidia, in una nota – e, per rinnovarlo, l’amministrazione ferroviaria avevaa richiesto al Comune la ristrutturazione dell’immobile. Non avendo fondi disponibili, nostro malgrado, abbiamo deciso di non sottoscrivere un nuovo contratto, al fine di evitare delle ricadute di responsabilità sull’ente. In ogni caso – conclude il sindaco –, esprimo la massima vicinanza alla protezione civile; spero che continui a svolgere la sua preziosa attività sul territorio e auguro ai volontari di risolverrecale sede le aquilee il problema della sede al più presto». Non si fa attendere la replica, piccata, del presidente de Le aquile, Isidoro Marcello, che, casualmente, è anche un ex consigliere comunale di maggioranza che oggi siede nei banchi dell’opposizione, in quota Popolo della Libertà. «Politicizzare il mondo dell’associazionismo è scabroso!», tuona Marcello. «Abbiamo sempre evitato di scivolare nel calderone delle polemiche – afferma –, ma non tolleriamo che si menta sui locali delle Ferrovie. I lavori cui fa riferimento il sindaco non sarebbero rientrati nel contratto di comodato d’uso». L’accordo, secondo Marcello, avrebbe compreso solo i vani occupati dai volontari. «Se Porfidia non voleva che la protezione civile ne usufruisse, poteva comunque tenerli e destinarli agli anziani o ai giovani del quartiere». Quanto alla solidarietà manifestata dal sindaco a Le aquile, Marcello è lapidario: «Sono dichiarazioni stomachevoli», dice. «Che Porfidia abbia deciso di segnare una distanza tra il Comune e la nostra associazione – aggiunge il presidente – lo dimostrano i fatti».  Non ultima, la decisione, in occasione delle celebrazioni del IV Novembre, di commissionare il servizio d’ordine al nucleo di protezione civile di San Nicola La Strada. «È una scelta che si commenta da sola», chiosa Marcello.
cl.lo., Il Mattino (Caserta), 10 novembre 2010

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