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CRUNA | NOTIZIE | Costa Concordia: Antimo Magnotta, il pianista nato due volte

Costa Concordia: Antimo Magnotta, il pianista nato due volte

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antimo magnotta RECALE. [...] Antimo Magnotta è nato due volte. Il 27 luglio 1971, sua data di nascita, e il 13 gennaio 2012, il giorno il cui è sopravvissuto al naufragio della Costa Concordia. Erano 17 anni che lavorava come musicista sulle navi da crociera: pianista di bordo o «pianista sull’oceano», come lo definivano gli amici, citando il titolo di un bel film di Giuseppe Tornatore. Al momento della collisione, stava suonando al bar Helsinki, situato al centro della nave. Il palco era in una postazione privilegiata, un balconcino privato sulla commedia umana. «La «Costa» - racconta - era un microcosmo sospeso sull’acqua che fluttuava con spensierata leggerezza, tra la viva luce di Marsiglia e l’incanto della Sicilia, tra le feste di bordo e le serate di gala, illuminando la notte con il suo carico di meraviglia». Poi, all'improvviso, comparve l’Isola del Giglio, e tra quelle note, in quello spartito ideale, s'inserì un frastuono, un boato assordante. «Sbalzai dallo sgabello. Fu subito buio. Pensai a un guasto elettrico. Ricordo ancora - prosegue - le grida dei bambini che chiedono delle loro madri. Rimasi immobile ad attendere le istruzioni del capitano dall'altoparlante. Ma il primo annuncio arrivò dopo 74 minuti; troppo, troppo tardi». […] Antimo in qualche modo raggiunse il ponte: davanti ai suoi occhi, un cielo stellato, le luci della terra ferma e un’immane tragedia. «Fu la memoria poetica della voce di mia figlia - rivela - a infondermi il coraggio di imbracciare una corda e di lasciarmi scivolare lungo la chiglia». Attimi interminabili, prima del tuffo nel mare gelido del Tirreno d'inverno. Lì, avrebbe rischiato il peggio, se una scialuppa non lo avesse tirato su. I primi mesi a casa, a Recale, non furono facili: «Avevo perso tutto - dice -: gli strumenti, il passaporto, le foto, i diari, gli spartiti, i ricordi. Mi sentivo un naufrago, dentro e fuori». Tra lo stupore della famiglia, però, Antimo provò a rimbarcarsi su una nave di un'altra compagnia. «Fu una specie di terapia - spiega -, ma non mi ci volle molto per capire che la mia vita aveva bisogno di seguire un'altra rotta». Oggi, vive e lavora a Londra: è il pianista del «Victoria and Albert Museum» e arrotonda facendo il cameriere. Continua a comporre musica e a coltivare le sue passioni, la fotografia e la letteratura.
sette squilli brevi e uno lungo antimo magnottaSul disastro della Concordia, che ha provocato 32 morti, e sulla sua disavventura, Antimo ha scritto un libro, «Sette squilli brevi e uno lungo», edito da «Il Foglio». «Il titolo - chiarisce - è il segnale di emergenza a bordo delle navi secondo la convenzione internazionale». […] Il testo non è la fredda cronistoria dei fatti di quel 13 gennaio di due anni fa. Egli ha provato a impreziosire l’ultima settimana di vita di quella nave, con racconti farciti di rara umanità. Una sorta di diario di bordo, un esercizio letterario diventato consuetudine. «Scrivo da sempre - assicura - e nel naufragio ho perso quaderni e quaderni di appunti. Passavo il tempo in mezzo al mare e osservavo, ascoltavo e scrivevo, costruendo sovrastrutture tra l'iperreale e l'immaginifico». Ha raccolto storie su storie e le ha trasfuse nel racconto con intima partecipazione, dando voce alle proprie riflessioni e a personaggi che sono stati suoi compagni di viaggio. Passeggeri e membri di equipaggio, gente che ha sempre qualcosa da dire, un solco nella memoria da incidere, qualcosa da confessare, da condividere. Come il destino. […] Tutto, meticolosamente preservato dalla sua mente. Materiale prezioso rubato da un contesto deputato al divertimento, un albergo galleggiante, un non-luogo
, una dimensione di passaggio per l’essere umano che non può comunque evitare di presentarsi con un proprio, imprescindibile, corredo drammaturgico. Antimo spera che un giorno il libro diventi una pièce teatrale con un attore a interpretare il «pianista sull'oceano» e il vero pianista a intonare la colonna sonora di un film che, almeno per lui, ha avuto un lieto fine.
estratto da Claudio Lombardi, Il Mattino, pag. 15, 25 gennaio 2014

[Servizio completo su Il Mattino, alle pagg. 1 e 15, 25 gennaio 2014]

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