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CRUNA | NOTIZIE | Sant'Antuono, a Portico il festival dei bottari tra passato e futuro

Sant'Antuono, a Portico il festival dei bottari tra passato e futuro

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portico carri pastellessa PORTICO. Da festa a festival, e ritorno. Si prefigge di creare un inedito equilibrio tra passato e futuro la direzione artistica della festa di «Sant'Antuono» di Portico, quest'anno affidata a Carmine Romano, «capobattuglia» e leader di un gruppo che ha reso celebre i bottari nel mondo. Un'immersione nei riti, nei ritmi e nei sapori che si tramandano da generazione e un affioramento verso le contaminazioni che ogni tradizione subisce nel confronto con la contemporaneità. L'edizione 2014 è organizzata dal Comune, in collaborazione con la Pro loco di Giovan Battista Iodice, il Forum giovani, presieduto da Luigi Piccirillo e dalla fondazione «Sant'Antonio Abate», voluta dallo stesso Romano. Il triduo solenne inizierà oggi, alle 18, nella chiesa San Pietro Apostolo di don Enrico D’Agostino, preceduto, alle 16, dalla sfilata d'esordio delle «battuglie», che, ogni anno, richiama avventori da ogni parte d'Italia. La parata dei carri di «pastellessa proseguirà nel pomeriggio di domani e nel weekend, fino al corteo di domenica in piazza della Rimembranza. Accanto agli otto moderni, sempre meno devozionali e sempre allegorici, sfileranno anche due carri tradizionali a forma di barca, a rievocare la traversata via mare che Sant'Antonio Abate compì dall’Egitto all’Italia. Saranno decorati con lunghe foglie di palma che partiranno dalla base e si ricongiungeranno alla linea mediana, formando una specie di cupola di circa 15 metri. All'interno, ben nascosti alla vista, le sezioni di tini, falci e botti. Lo slargo dinanzi al municipio sarà il fulcro della festa, con l'esibizione di artisti di strada, mostre di antichi attrezzi agricoli, esposizione di disegni e miniature dei carri devozionali cura degli alunni dell'istituto comprensivo «San Giovanni Bosco». Ma, soprattutto, la piazza sarà il teatro naturale del festival di musica popolare voluto da Romano. Questa sera, alle 20.30, tocca ai «Populani», che intoneranno i canti della colonia serica di San Leucio. Domani, dalle 18, danze tradizionali itineranti con «Acvs Simeone» e, in serata, il concerto dei «Tifatea». Sabato, sempre dal pomeriggio, sarà la volta del world music show di «Calogero & Vitale» e, a seguire, dei «Calatia ensamble». Domenica, infine, alle 19, sul palco saliranno «I bottisti». Sabato, 25 gennaio, alle 16.30, ritornerà a Portico il sassofonista e cantautore Enzo Avitabile, dal 2005 cittadino onorario, in qualità di relatore del convegno «Il recupero delle tradizioni e le sue contaminazioni», che si terrà nell'aula consiliare, animato da storici e studiosi di antropologia culturale. La festa non poteva, certo, fare a meno della «pasta ch’ì llesse» (pasta con le castagne lesse), che sarà possibile degustare in uno stand allestito all'interno di un cortile del 1700 in via Piccirillo, e degli «elementi» del culto di Sant'Antonio Abate: i fuochi pirotecnici e gli animali. Il 26 gennaio, in piazza, alle 12.30, occhi puntati su «'o ciuccio», «'o puorco», «'a signora e fuoco» e «a' scala», mentre alle 17 il parroco procederà al rito della benedizione. I veri protagonisti, però, resteranno loro, i bottari, ambasciatori di un tempo antico in cui i contadini percuotevano botti, tini e falci nel tentativo di scacciare gli spiriti maligni dagli angoli bui delle cantine. Il rituale si ripeteva all'aperto per propiziare un buon raccolto e durante le fiere per dimostrare la robustezza degli attrezzi e per attirare l'attenzione dei passanti. Una strana commistione di suoni che ha portato alla nascita delle cadenze della «pastellessa».
cl.lo.

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