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CRUNA | NOTIZIE | Castel Morrone: edilizia popolare, comitato per il «no»

Castel Morrone: edilizia popolare, comitato per il «no»

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zona ersCASTEL MORRONE. Il disco «verde» al Piano Ers, l'edilizia residenziale sociale, dato dalla maggioranza nell'ultimo consiglio comunale non piace all'opposizione e agli ambientalisti di Castel Morrone. Su 25mila metri quadrati di verde, in aperta campagna, il sindaco Pietro Riello intende costruire circa 100 alloggi destinati alle giovani coppie e a nuclei familiari con disagio abitativo. «Il nostro - rivela il primo cittadino - risulta essere, al momento, il primo e l’unico progetto cantierabile di Terra di Lavoro, e, per questo, ha ricevuto l’apprezzamento da parte delle massime autorità provinciali. Un progetto che svilupperà - assicura Riello - un indotto che gioverà all’economia morronese, creando occasioni di lavoro per gli imprenditori e le maestranze del borgo». Di parere opposto è la minoranza: «Noi riteniamo - afferma Andrea Di Lorenzo - che il piano, sorretto, peraltro, da una convenzione di dubbia legittimità stipulata con un costruttore privato, sia la conseguenza di un disegno ordito da qualcuno che ha messo gli occhi su una risorsa pubblica, preziosa e consistente, sulla quale, col pretesto delle finalità sociali, intende farne un’occasione di speculazione». Contro il nuovo quartiere residenziale si è schierato anche un gruppo di cittadini, che ha costituito il «Movimento No Ers». Gli attivisti sono convinti che l'operazione «sia tesa a saccheggiare il territorio, in nome dell’utile economico di pochi». Il comitato intende fornire ai morronesi «il massimo dell’informazione possibile, in moda da poter contrastare - si legge in una nota diffusa ieri - con consapevolezza ed efficacia questo progetto sconsiderato, che avrà come conseguenza l’assorbimento nella conurbazione casertana di un paese a vocazione storicamente rurale». Già da alcuni giorni, i «No Ers» stanno distribuendo un opuscolo informativo, in cui sono evidenziate «le ragioni di chi si oppone alla cementificazione mascherata da intervento sociale». «L'opposizione vorrebbe - replica, ironico, il sindaco - che Castel Morrone regredisse a tribù autoctona, chiusa tra i monti Tifatini. Noi abbiamo visioni diverse e proseguiremo per la strada che abbiamo intrapreso, senza farci intimidire da ambientalisti della domenica, legati a doppio nodo ai soliti personaggi». Di assalto al territorio parla pure Aniello Riello del Partito democratico: «Un intervento edilizio così massiccio - argomenta -, non ha nulla a che vedere con il paesaggio, con la nostra cultura». Il timore della gente è di perdere quel poco di benessere rimasto, per far spazio alla movimentata, caotica e chiassosa area metropolitana.
Claudio Lombardi, Il Mattino (ed. Caserta), 20 luglio 2013, pag. 41

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