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CRUNA | NOTIZIE | Recale: ricorso al «Salva Comuni» per ripianare i conti

Recale: ricorso al «Salva Comuni» per ripianare i conti

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recale il municipio RECALE. Recale ricorre al «Salva Comuni». Per evitare il tracollo finanziario, l’ente di via Municipio, sfruttando il Decreto legislativo 35/2013, voluto dall’ex ministro Fabrizio Barca, ha chiesto e ottenuto dalla Cassa depositi e prestiti 2,4 milioni di euro, che i cittadini dovranno restituire entro il 2042. Ad annuncialo, in una nota stringata, è l’esecutivo del sindaco Patrizia Vestini, che bolla la scelta «come l’inevitabile conseguenza della pesante eredità» che si trova a gestire. Il Dl 35, che ha sboccato la cifra astronomica di 40 miliardi, è nato per dare la possibilità alle pubbliche amministrazioni, senza un soldo in cassa e strette nella morsa del patto di stabilità, di pagare i debiti commerciali. È definito anche «Salva imprese», perché l’ingente ammontare dei crediti che i fornitori privati vantano dagli enti pubblici costituisce, in una fase di recessione, un ulteriore elemento di debolezza del tessuto produttivo. La Cdp, lo scorso 16 maggio, ha accordato al Comune un’anticipazione di 1,5 milioni di euro: 750mila euro subito e altri 750mila nel 2014. Il ricorso al Dl 35 è stato preferito alla procedura di predissesto, che avrebbe comunque evitato l’arrivo di un commissario ad acta, ma avrebbe esposto l’ente a misure impopolari, come l’aumento al massimo dei tributi e alla restituzione in dieci anni delle somme ottenute in prestito. Spalmando, invece, il debito in trent’anni, l’ente firma una gravosa ipoteca sul futuro, ma non perde del tutto il controllo sul bilancio. I 2,4 milioni della Cassa depositi allevieranno, però, solo in parte le sofferenze economiche e finanziarie. Incombono le rate dei mutui, i numeri debiti fuori bilancio e la cambiale (ormai scaduta) da 2,1 milioni da pagare all’Istituto diocesano per il sostentamento del clero per la vicenda della cooperativa «Aurora». Un calcolo ancora approssimativo stima in 7, forse 8, milioni di euro la somma che servirebbe al Comune per ripianare le passività, a fronte di un bilancio di circa 4 milioni.  «Non ho parole», commenta il consigliere di minoranza Raffaele Porfidia. «Ci troviamo di fronte a una maggioranza schizofrenica, che, da un lato, approva un rendiconto 2012 con un avanzo di 70mila euro, e, dall’altro, urla al dissesto. Nessuno contesta il difficile stato in cui versano i conti. Ma, se è vero - aggiunge l'esponente di «Città continua» - che la situazione è così drammatica, mi chiedo perché si facciano tanti sprechi e si aumentino le spese per il personale di 120mila euro. Era proprio necessario, ad esempio, assumere il comandante della polizia municipale? Si è predicato bene in campagna elettorale, ma si sta razzolando male, malissimo».
Claudio Lombardi, Il Mattino (ed. Caserta), 22 maggio, pagina 41

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