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CRUNA | NOTIZIE | CasaZera: il social housing nelle aree industriali dismesse

CasaZera: il social housing nelle aree industriali dismesse

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casazera TORINO. È stato inaugurato la scorsa settimana a Torino, alla presenza del Presidente della Fondazione Torino Smart City, Enzo Lavolta, il modulo sperimentale “Casazera”, progettato e costruito da una cordata di sette imprese italiane, coordinate da DE-GA SpA, in collaborazione con il Dipartimento Energia del Politecnico di Torino e nel contesto di ECOstruendo, un progetto finanziato dalla Regione Piemonte e promosso da Polight, il Polo di Innovazione su bioedilizia e idrogeno dell’Environment Park.Il prototipo Casazera è un modulo prefabbricato in legno studiato per essere incapsulato nell’intelaiatura di strutture industriali dismesse, come quelle costruite negli anni del boom economico del Novecento e poi progressivamente abbandonate. Queste aree occupano complessivamente, in Italia, diversi milioni di metri quadri di superficie che rischia di essere inutilizzata o destinata, dopo lunghi processi autorizzativi, alla demolizione. Casazera propone un modello costruttivo e abitativo alternativo, basato su cinque promesse: zero consumo di suolo, zero spreco di risorse, zero tempo, zero energia, zero errori di progetto. Il fascino architettonico degli ex edifici industriali non viene compromesso, ma viene, al contrario, valorizzato e attualizzato da una sapiente progettazione che integra soluzioni costruttive low cost con le tecnologie più innovative e sostenibili dal punto di vista ambientale. Il modulo presentato a Torino, ad esempio, dispone di un’impiantistica in grado di combinare il contributo energetico di fonti rinnovabili come il solare termico e il fotovoltaico, con una caldaia a condensazione e una stufa a pellet, e abbinarne l’azione alla ventilazione meccanizzata e a sistemi di recupero calore e raffrescamento, gestiti da un impianto di domotica di facile utilizzo, che garantisce, attraverso un software open source, la qualità e il comfort dello spazio abitativo. “Ci troviamo di fronte alla possibilità di rivoluzionare l’intero settore del social housing e delle residenze universitarie, con soluzioni accessibili economicamente e sostenibili dal punto di vista energetico e ambientale”, ha dichiarato Giorgio Gallesio, amministratore di DE-GA, la capofila del progetto. “Purché - ha ammonito Gallesio - la politica nazionale e gli amministratori locali facciano la loro parte mettendo i privati nelle condizioni di poter perseguire questo tipo di sviluppo. Sin dai tempi di Cristoforo Colombo c’è chi mette a disposizione della collettività audacia, coraggio e intuizione, ma qualcuno deve fornire solide caravelle per navigare”. Un invito raccolto dall’Assessore Lavolta, che ha ribadito come la città “vuole garantire il sostegno alle vocazioni che stanno emergendo”. Con particolare attenzione a quelle soluzioni che potranno sostenere l’evoluzione di una “città universitaria”. “Quello che sorprende - ha affermato Lavolta dopo aver visitato il modulo Casazera - prima ancora della fisicità e perfezione del manufatto è l’innovazione, di processo e di collaborazione, messa in campo dalle aziende partner e dai centri di ricerca. Ecco, il sistema Torino nella sua migliore accezione, è questo. Abbiamo aggiunto un altro tassello per diventare una smart city”. “Non perdetevi questa crisi” è infatti il suggerimento che - racconta Matteo Robiglio, progettista dello studio TRA - arriva da numerosi imprenditori e investitori internazionali, che invitano a trasformare le criticità di questa delicata fase del Paese in opportunità per sviluppare nuove visioni e aprire nuovi mercati. Casazera non rimarrà infatti un prototipo, ma, dopo un periodo di testing e di educazione del sistema domotico verrà abitata, per circa un anno, da due studenti selezionati dal Politecnico di Torino, per monitorare il “comportamento” del modulo in condizioni reali ed essere pronta a sbarcare sul mercato residenziale. Il modulo Casazera è installato presso le Ex Officine Nebiolo, via Bologna 53, Torino ed è visitabile su appuntamento.
fonte: Studio Greengrass

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