CRUNA

  • •Aumenta dimensione caratteri•
  • •Dimensione caratteri predefinita•
  • •Diminuisci dimensione caratteri•
CRUNA | NOTIZIE | Recale, ferroviere licenziato entra con ascia e motosega nella sede Cisl

Recale, ferroviere licenziato entra con ascia e motosega nella sede Cisl

•Valutazione attuale•: / 4
•Scarso••Ottimo• 

ferrovie dello statoRECALE. Un'ascia nella mano destra e una motosega nella sinistra. Non era certo «armato» di buone intenzioni Pasquale Lettiero, 55 anni, di Recale ma residente a Macerata Campania, quando, ieri mattina, si è presentato nella sede della Cisl di Napoli, in corso Novara. Forte dei suoi «argomenti», voleva incontrare il legale del sindacato che sta seguendo la sua vicenda professionale, ma è stato bloccato dalla polizia, che lo ha trascinato fuori e l'ha trattenuto per tutto il pomeriggio al commissariato di zona. Denunciato a piede libero, ora dovrà rispondere del reato di porto abusivo di armi. Lettiero era un dipendente delle Ferrovie dello Stato, divisione Cargo, con la qualifica di tecnico di manovra e condotta. Dopo 30 anni di servizio, nel 2011 è stato licenziato, colpevole, secondo l'azienda, di non aver rispettato un ordine di servizio. L'uomo, che lavorava alla stazione di Gricignano, fu assegnato all'impianto primario di Marcianise-Maddaloni. «Da subito - dichiara - ho manifestato la disponibilità ad accettare, purché il trasferimento avvenisse nel rispetto del contratto e mi fosse riconosciuta l'indennità prevista, circa 2500 euro.  Mi sono permesso di farlo notare ai miei superiori e da quel momento sono cominciati i problemi. Le Ferrovie hanno iniziato a inviarmi una serie di comunicazioni, dalle quali ho appreso, via via, che il mio trasferimento non era più individuale ma collettivo, non era più provvisorio ma definitivo e non era più motivato da regioni tecnico-operative ma dalla chiusura della stazione». Lettiero non è riuscito, tuttavia, a dimostrare le sue ragioni in sede giudiziaria; di qui il senso d'impotenza e la sensazione di sentirsi abbandonato dallo Stato e dal sindacato, amplificati da un'invalidità permanente, da un assegno da elargire a moglie e figli e da un mutuo ipotecario contratto per acquistare una casa. «La mia storia - afferma - rappresenta l'esempio di come si siano imbarbariti i rapporti di lavoro. Basta che per una volta non ci si pieghi al volere del capo e si finisce per strada, anche nelle "gloriose" Ferrovie dello Stato».
Claudio Lombardi, Il Mattino (ed. Caserta), 19 febbraio 2013, pag. 38

•Commenti•

Per commentare questo articolo devi registrarti
 

cerca nel sito


visite oggi:0
ultimo mese:0
totale visite:0

Altro sull'argomento...


meno rifiuti più benesere
•Banner•
•Banner•