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CRUNA | NOTIZIE | Dus / Sentinelle del degrado: gli scempi ambientali denunciati in Rete

Dus / Sentinelle del degrado: gli scempi ambientali denunciati in Rete

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dusCASERTA. In principio era «Ciò che vedo in città». E il successo fu tale, alimentato dai contatti dell'omonimo gruppo di Facebook, che avanguardie di urban watching sorsero in ogni lembo della provincia. Nel Casertano il fenomeno fu salutato come uno dei migliori esempi di network dell'impegno civile: un po' come con il franchising, i gruppi di sentinelle nascevano nei vari comuni e poi, di tanto in tanto, alle adunate convocate a Caserta dalla giornalista-fotoreporter Maria Grazia Manna, ci si incontrava tutti per confrontarsi e concordare i nuovi obiettivi. L'iniziativa ha subito portato frutti: uno degli «abbonati» alle segnalazioni che giungono quotidianamente sulla pagina del gruppo è, ad esempio, il comandante dei vigili urbani del capoluogo, Alberto Negro. C'è un cartellone staccato per le raffiche di vento in una taluna strada? L'ufficiale della Polizia municipale gira la segnalazione agli uffici competenti, il pericolo è rimosso. Ci sono rifiuti accantonati in una determinata area diventata discarica a cielo aperto? Entro 12 ore vengono rimossi. E gli urban watching sono considerati oggi un po' come gli «angeli» della città. Alla stregua di altri gruppi e associazioni - come OsservAzione, ad esempio - che sono attivissime nel lavoro di denuncia di ciò che non va.

I COLLI TIFATIN
I
Negli ultimi giorni a far parlare di loro sono i ragazzi che animano il «Dus» (Dirty urban sentinels). Il loro esordio ha fatto scalpore per determinazione e capacità di porsi agli occhi dell'opinione pubblica. Con un profilo aperto su Twitter sono seguitissimi ed apprezzati. La loro «prima uscita» pubblica è stata la denuncia dello scempio esistente sui Colli Tifatini, la catena che dal capoluogo arriva degradando fino alle porte di Santa Maria Capua Vetere. Gli scatti raccolti fra i viottoli di campagna, lungo strade sterrate e spiazzi, fanno rabbrividire: uno dei paesaggi più belli di Terra di Lavoro, già compromesso abbondantemente dalla presenza degli impianti per l'estrazione di materiale calcareo, è stato ridotto nel tempo ad una distesa di rifiuti a macchia di leopardo. Ve ne sono di tutti i tipi, da quelli costituiti da scarti di masserizie ad altri ben più pericolosi e classificabili come «speciali».

DAI CARABINIERI

Il tutto è finito anche in un video che su Twitter e Youtube è cliccatissimo. Il degrado filmato e fotografato è diventato oggetto di una denuncia che in queste ore i ragazzi stanno sporgendo al Noe, il Nucleo operativo ecologico dell'Arma dei carabinieri. Quelli del «Dus» si autodefiniscono «giovani missionari della controcultura». Ma non sono «pericolosi». «La velocità di comunicazione - spiega Emanuele Repola a proposito delle opportunità di Internet - ha influenzato il quotidiano modo di pensare, l'attuale filosofia di vivere, di apprendere e di esprimersi. Il nostro intento è quello di raggiungere anche e soprattutto i più giovani, alimentando in loro una coscienza civica». L'avvio è stato senza dubbio dirompente e la loro attività di denuncia, assicurano, non si fermerà certo qui.
Piero Rossano, Corriere del Mezzogiorno, 12 febbraio 2013

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meno rifiuti più benesere
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