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CRUNA | NOTIZIE | Operai-pastori, a Casagiove il presepe ai tempi della crisi

Operai-pastori, a Casagiove il presepe ai tempi della crisi

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stefano giaquinto CASAGIOVE. Un altro Natale è possibile! Ne è convita la piccola comunità parrocchiale del piccolo quartiere di Coccagna, a Casagiove, animata da un piccolo prete, Stefano Giaquinto, spesso guardato con sufficienza da una certa gerarchia ecclesiastica, ma molto amato dalla sua gente. Il «don» non si rassegna all'idea che alla crisi dell'economia e della politica segua quella di valori come la solidarietà e la giustizia, e per celebrare la nascita di Gesù di Nazareth ha voluto che nella chiesa di Santa Maria della Vittoria fosse costruito un presepe particolare. Una ricostruzione della natività, affidata all'estro di Alberto Grant, che di tradizionale ha poco: ai pastori e alle pecore ha preferito gli ultimi del nostro tempo (gli operai, gli studenti, gli anziani) ridotti in polvere, al posto delle case di sughero imbiancate di polistirolo ha voluto l'elenco dei Comuni della Campania sciolti per infiltrazioni camorristiche e al canto «Tu scendi dalle stelle», una voce in sottofondo che declama nome e cognome delle vittime di tutte le mafie. Ai piedi dell'istallazione, poi, un passo del vangelo dell'apostolo Giovanni: «Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto».
presepe della legalità Il «presepe della legalità», così l'ha definito don Stefano, sarà presentato questa sera, alle 20, in parrocchia, durante l'evento inaugurale della cinque giorni dedicata alla reliquia del sangue di papa Giovanni Paolo II, che arriverà, nel pomeriggio, dal primo santuario in Europa dedicato al pontefice beato, che si trova a San Pietro della Ienca, a l'Aquila. Ospiti della serata, gli atleti della Juve Caserta basket, che a Coccagna sono di casa, ed Enzo Avitabile, il maggior interprete della world music in Italia. «Enzo - afferma Giaquinto - ha saputo tradurre in musica la fusione di culture diverse, che, però, non è rinuncia alle proprie origini. Ha avuto il coraggio di denunciare i conflitti internazionali e di frugare dentro le miserie dei Sud del pianeta, ribadendo un senso di appartenenza all'intero genere umano». Avitabile verrà a raccontare ai giovani la sua arte, legata a una vicenda umana straordinaria: luoghi, persone, fatti vissuti in giro per il mondo, in trent’anni di carriera. Il cantautore darà anche un saggio dell'ultimo lavoro discografico, «Black tarantella», con il quale ha vinto il Premo Tenco come miglior album dell'anno. Il disco è una mescolanza sapiente di tutti gli ingredienti della attività più recente: una matrice soul, mista a una napoletanità senza stereotipi e a ritmi che partono dall'Africa per unirsi a quelli di «pastellessa» dei bottari di Macerata e di Portico.
enzo avitabileFino al 16 dicembre, la chiesa di Coccagna accoglierà altre testimonianze, civili e religiose, di donne e uomini che rappresentano l'altra faccia del Natale, quella non illuminata dai neon dei negozi, che con le corse ai regali, le code ai mercatini in vetroresina non ha nulla a che fare. Domani, dopo la messa celebrata dal rettore del Santuario, Martino Gaida, alle 19, è attesa suor Rita Giaretta, della «Casa di Rut». Da anni, con le consorelle Orsoline, è impegnata in una provincia che qualcuno definisce «senza speranza», in ginocchio per il grave degrado ambientale, sociale e culturale e dove anche la piaga dello sfruttamento sessuale, perpetrato a danno di tante giovani donne migranti, è assai presente con segni di violenza e di vera schiavitù. «Rita - dice don Stefano - ha scelto di farmi presenza amica accanto a queste donne straniere, spesso minorenni, per offrire loro il vino della speranza, il pane della vita e il profumo della dignità». Domenica mattina, invece, alle 11.30, sarà la volta di Lello Magi e di Giuseppe Provitera, presidente della Corte di assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. «Magi - ricorda Giaquinto - è il giudice estensore della sentenza di primo grado del processo «Spartacus», colui che ha stilato le motivazioni della condanna degli esponenti dei clan camorristi dei casalesi». La sua esperienza in prima linea, sotto protezione, costituisce un esempio di come i giovani magistrati devono comportarsi nel processo penale, dove può capitare di incrociare gli occhi di Sandokan. Non il personaggio di un romanzo di avventura, ma la tigre (in gabbia) di «Gomorra».
Claudio Lombardi, Il Mattino, 12 dicembre 2012

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