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CRUNA | NOTIZIE | Marcianise, imponente manifestazione contro i roghi tossici

Marcianise, imponente manifestazione contro i roghi tossici

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comitato fuochi marcianise MARCIANISE. Non le fiaccole, ma gerbere gialle, simbolo di legalità. Sfidando la gelida serata dell'8 dicembre, il Comitato fuochi di Marcianise ha riunito associazioni e liberi cittadini per ricordare le vittime della ormai nota "Terra dei veleni". In testa al corteo (nella foto), lo striscione del comitato, composto da un gruppo sempre più folto di cittadini attivi sul tema roghi tossici, nato a fine agosto con l'obiettivo di sensibilizzare l'intera cittadinanza sul drammatico argomento e di attivarsi con continue iniziative per spingere le autorità competenti a porre in essere azioni volte a neutralizzare il fenomeno e a rimediare a tutti i danni causati, alla terra e alla nostra salute. Il corteo ha visto sfilare, in un silenzio scandito dal rullo di un tamburo, i cittadini di Marcianise e dei paesi limitrofi. Tante le associazioni e i comitati presenti: Succivo, Sant'Arpino, Orta di Atella, Recale, Caserta, Afragola, Caivano; tutti insieme per far comprendere agli altri, cittadini, amministratori, imprese, che uniti è possibile, se ciascuno fa la propria parte con responsabilità, con coerenza e nell'interesse della collettività. La serata è iniziata con la messa nella chiesa francescana di San Pasquale, concelebrata da padre Maurizio Patriciello, parroco nel Parco verde di Caivano, padre Michele Santoro del convento francescano, sempre pronto e disponibile in prima persona alle battaglie sociali per il bene comune, insieme con padre Carlo e altri confratelli, don Peppino Merola, vice parroco della chiesa della Santissima Annunziata di Marcianise. Alle 18, la chiesa era gremita e, dopo il suono della campanella che annunciava l'inizio del rito, c'è stato il primo emozionante momento con la lettura, da parte di padre Michele, di alcuni punti del documento firmato dai vescovi della "Terra dei fuochi". «Criminali senza scrupoli hanno avvelenato la terra, l'acqua, l'aria. Il disastro ambientale ben presto si è trasformato in un vero dramma umanitario. In questa striscia di terra, dove vive più di un milione e mezzo di persone, si riscontra un tasso di patologie tumorali più alto che in altre parti d'Italia». Poi, la messa e la toccante omelia di padre Maurizio che, partendo dalla figura dell'Immacolata concezione, dalla bellezza e la dignità di ogni vita che nasce, ha gridato il diritto alla vita, una vita che nessuno può toglierci e della quale siamo responsabili, il diritto a conservare sano il nostro ambiente, così come il giardino affidato ad Adamo. «Bisogna essere uniti e consapevoli che insieme, partendo dal basso, a Roma come in Regione e nei singoli Comuni non possono più far finta che tutto vada bene», ha concluso padre Maurizio, facendo eco all'intervento di apertura di padre Michele. Altrettanto incisivo l'appello di Antonio Marfella, oncologo al "Pascale", che da anni si batte, spesso lasciato solo dal mondo medico, per dimostrare l'incontrovertibile nesso di causalità tra i rifiuti industriali sversati nelle nostre campagne e l'aumento sproporzionato dei casi di tumore: «Occorre una presa di coscienza dei professionisti, medici, avvocati, ingegneri che sostengano in ogni sede le ragioni di madre terra e dei suoi figli», ha detto. Terminata la messa, il coreo di è mosso per le strade della città, dalla vicina Piazza Umberto I a via Santoro, da via Grillo a Piazza Carità, dove i manifestanti sono stati accolti dalle note del requiem di Mozart e da giochi di luci sul campanile della chiesa dell'Annunziata. Una sorpresa, quella dei giovani dell'Annunziata, che ha commosso tutti i partecipanti. Giunto in via Roma, sul sagrato della chiesa di San Carlo, il corteo si è fermato davanti ai ceri, posizionati dai componenti del Comitato fuochi. Qui, alcuni cittadini, tra cui Alberto Marino, hanno dato vita a un breve flash mob contro i roghi tossici, subito seguito dal volo dei tantissimi palloncini bianchi. La serata si è conclusa in Piazza Umberto I con l'intervento di Agata Pietropaoli, appassionata attivista del Comitato, che ha ringraziato tutti per la massiccia partecipanti. A seguire, il saluto di padre Maurizio e una performance della cantautrice Agnese Ginocchio, da sempre attiva nel sociale e nel civile, testimonial per la pace.
Redazione

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