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CRUNA | NOTIZIE | Recale: Pini abbattuti, ambientalisti contro Comune

Recale: Pini abbattuti, ambientalisti contro Comune

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pini a recale RECALE. La «mattanza» dei pini continua. Con un atto d'urgenza, il responsabile dell'ufficio tecnico del comune di Recale, Vincenzo Lamberti, ha fatto eseguire l'abbattimento di due alberi secolari: uno alle spalle del nuovo municipio, l'altro nei pressi della scuola materna Camposciello. Quest'ultimo (nella foto) apparteneva al filare mediterraneo che dà il nome a viale Dei Pini, che, di questo passo, dovrà essere ribattezzato «viale Dei Martiri», visto che i fusti ancora in pieni sono 33, mentre i «caduti» o i rasi al suolo sono saliti a 37. «Se non si interverrà subito con un'opera di cura - dichiara Michele Lasco, portavoce dell'associazione Cruna -, Recale perderà per sempre un patrimonio botanico, storico e culturale inestimabile». «Stiamo parlando di due esemplari - precisa Ciro Rossi, assessore all'ambiente - che rappresentavano un pericolo per comunità e, per di più, in uno stato vegetativo compromesso. Quello vicino alla scuola era secco da tempo: se, in caso di pioggia o di forte vento, fosse precipitato, avrebbe potuto colpire un bambino o un'auto in corsa. Il pino dietro al municipio, invece, aveva il tronco marcio e si era inclinato al punto da creare intralci al locale caldaie sul tetto». «Non contestiamo - dichiara Lasco - la scelta di abbattere un pino secolare, se questo può minare la sicurezza di qualcuno. Riteniamo, però, che per risolvere il problema non basti "darci un taglio". Se, da un lato, l'abbattimento tutela il cittadino nell'immediato; dall'altro, peggiorerà la sua qualità della vita nel futuro. In un ambiente inquinato, la perdita di un albero rappresenta un evento drammatico, perché con esso se ne va un pezzo di quel poco di benessere che l'ecosistema, a fatica, preserva. Per ogni pianta persa - suggerisce Lasco -, anche in un luogo diverso, ne andrebbero piantate subito altre, affinché la sua funzione biologica sia compensata. «Condivido - ribatte Rossi -, ma sulla ripiantumazione bisogna intendersi: il Comune non può intervenire sui fondi privati che costeggiano viale Dei Pini. Può occuparsi, al contrario, delle decine di aiuole rimaste vuote in via Marconi, viale Europa, piazza Aldo Moro, via Napoli e lungo il viale Degli Atleti. E su questo - assicura Rossi - stiamo già lavorando». Pubblici o privati, è indubbio che molti pini si siano ammalati a causa dell’incuria e dell’indifferenza di chi ha gestito il territorio finora. La loro soppressione potrebbe risultare, tuttavia, meno dolorosa, se il legno fosse usato per realizzare opere d’arte o elementi di arredo urbano, come panchine, altalene e giochi per i bambini.
Claudio Lombardi, Il Mattino, 19 ottobre 2012

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