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CRUNA | NOTIZIE | Nelle statistiche la vita (e i drammi) delle persone

Nelle statistiche la vita (e i drammi) delle persone

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marilena lucenteCASERTA. Ci sono quelle storie che appartengono a tutti, anche se fanno parte della sfera più intima e privata di ciascuno di noi. Quelle storie che solcano le esistenze e ci consegnano ad uno sguardo diverso su tutto il resto. Quelle storie che si consumano negli ospedali, nelle sale di attesa, durante le chemioterapie, tra un’analisi e l’altra, mentre si impara una nuova grammatica del proprio corpo e delle malattie, mentre si apprende la dignità e la solidarietà, e la paura diventa un rumore di fondo che non ti lascia più. Storie così, che finiscono per assomigliarsi tutte e confluiscono nelle statistiche, che sono sì solo numeri, anche quando sono drammatici, ma parlano sempre e solo di persone. La provincia di Caserta ha un tasso di tumori così alto che nemmeno nelle zone più industrializzate del paese è così elevato. Se ne parla, e tanto, in questi giorni. Se ne discute con stupore, che colpisce chi questa durissima verità l’ha sempre saputa. Per sentito dire, per averlo sperimentato sul proprio corpo, nella propria famiglia. Il fatto è che leggere i dati nero su bianco, conoscere, sapere appunto, è – sempre – una forma di responsabilità. Troppi tumori, che sono amari frutti della Campania felix, con ettari e ettari di terreno da bonificare, due località – l’agro aversano e il litorale domizio – recensiti come Siti di interesse nazionale. Guardi la campagna mangiata dalle periferie e riconosci le trasformazioni portate anni fa da quella industrializzazione convulsa, euforica, scellerata di cui ora restano solo i resti e danni che ci vorranno decenni per recuperare (se mai sarà possibile farlo). Guardi la campagna e ti chiedi per quanto è stata venduta, da chi a chi, come e perché è diventata sversatoio, porto sicuro per i rifiuti del Nord. Spesso per incoscienza, ignoranza, cupidigia, incapacità di pensare il futuro. Molto prima di rifugiarci sotto l’onnicomprensiva dizione di “emergenza rifiuti”, giorno dopo giorno, la terra si è ammalata e adesso tocca a noi. C’è chi non si rassegna, chi si rifiuta di chiamarla emergenza, chi cerca colpevoli e chi prova ogni giorno – con mille difficoltà come ben sa chi frequenta gli ospedali in Terra di Lavoro – a fronteggiare la situazione. Perché anche quando stiamo affrontando questioni di sanità, è di politica, di economia e di etica, che stiamo parlando.
Marilena Lucente, Il Casertano, 28 luglio 2012


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