CRUNA

  • •Aumenta dimensione caratteri•
  • •Dimensione caratteri predefinita•
  • •Diminuisci dimensione caratteri•
CRUNA | NOTIZIE | Immelt al Financial times: l'era del nucleare è finita

Immelt al Financial times: l'era del nucleare è finita

•Valutazione attuale•: / 4
•Scarso••Ottimo• 

centrale nucleareROMA. «Il mondo attuale è un mondo del gas e dell'energia eolica». A dirlo è Jeff Immelt, amministratore delegato della nota multinazionale General Electric, la stessa azienda che a Fukushima, negli anni sessanta, intallò il tristemente celebre reattore Mark1, poi rivelatosi poco sicuro. «L'energia nucleare è divenuta talmente costosa rispetto alle altre fonti che è davvero difficile da giustificare», ha aggiunto Immelt nel corso di un'intervista pubblicata sul Financial Times, ricordando la facilità con cui oggi è possibile reperire gas a prezzi convenienti e che «saranno sempre più economici, in maniera definitiva. Gas, energia eolica ed energia solarE, è questa la direzione verso la quale ci stiamo dirigendo”. Un grande cambiamento di rotta per un'azienda che per lunghi anni ha investito sul nucleare e che tutt'oggi ha tra i suoi prodotti i reattori nucleari. Scenario energetico mondiale mutato. Le osservazioni di Immelt commentano uno scenario energetico mondiale sul quale hanno pesato due principali fattori: il tracollo del nucleare dopo il dramma della centrale di Fukushima e il contemporaneo boom del gas di scisto (in inglese “shale gas”) negli Stati Uniti, che ha determinato una discesa in picchiata dei prezzi del gas naturale, scesi ai livelli di oltre 10 anni fa. A questi due elementi, Immelt ha aggiunto il calo di oltre il 75% che negli ultimi tre anni ha interessato i prezzi dei pannelli solari, rendendo l'energia solare molto competitiva, e la costante diminuzione che analogamente ha colpito i prezzi delle turbine eoliche in mare aperto. Un panorama mutato con il quale confrontarsi, avvisa Immelt, la cui società – nonostante tutti i cambiamenti in corso - ha annunciato utili annuali di 13 miliardi di dollari per il 2011, grazie alla grande diversificazione di prodotti. Questi fattori però, spiega Immelt, pongono una serie di interrogativi per paesi come il Regno Unito, attualmente impegnato nel tentativo di costruire nuove centrali nucleari senza ricorrere a sovvenzioni pubbliche.
fonte: Casa & clima

•Commenti•

Per commentare questo articolo devi registrarti
 

cerca nel sito


visite oggi:0
ultimo mese:0
totale visite:0

Altro sull'argomento...


meno rifiuti più benesere
•Banner•
•Banner•