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CRUNA | NOTIZIE | Recale. La Confraternita: “Sfrattare gli scout è stato un gesto doloroso ma dovuto"

Recale. La Confraternita: “Sfrattare gli scout è stato un gesto doloroso ma dovuto"

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recale parrocchia santa maria assuntaRECALE. Riceviamo e pubblichiamo: «Qualche giorno fa, sul giornale “il Mattino”, nella sezione dedicata alla provincia di Caserta, è stato pubblicato un trafiletto  che titolava “La protesta degli scout” il cui contenuto è stato riportato ed approfondito per mezzo di un volantino diffuso da “La Comunità Capi del Gruppo Scout Recale 1°”. Tale episodio ci costringe , nostro malgrado, a prendere  altrettanto pubblicamente una posizione, sia per tutelare il Nostro operato sia per mettere la “cittadinanza di Recale “ a cui “La Comunità Capi del Gruppo Scout Recale 1°”, si rivolge, nella reale condizione di comprendere i fatti. Per tale premessa ,senza voler  togliere valore  allo scautismo diffuso a livello mondiale a cui hanno aderito e continueranno ad aderire generazioni di ragazzi facendosi portatori di lodevoli valori , ci preme ribattere punto per punto quanto asserito dall’Agesci di Recale tramite i loro rappresentanti , permettendo agli stessi ragazzi scout “utilizzati” come strumento di una assurda querelle di comprendere  il nostro agire. Vero è che «da 25 anni a Recale esiste il gruppo Scout che – grazie all’entusiasmo ed allo spirito volontaristico di alcuni capi\educatori - ha accolto intere generazioni di ragazzi»  e che molti ragazzi nella nostra comunità hanno provato l’esperienza dello scoutismo. Vero è che  dopo aver cambiato molte sedi don Claudio, allora parroco della  parrocchia S. Maria Assunta ha assegnato al Gruppo Scout (previa comunicazione alla Confraternita)  per farne la loro sede due locali della Confraternita siti nel campetto sul retro della chiesa , ma tali locali sono stati assegnati solo in via provvisoria  e in ogni caso non erano  2 ruderi in stato fatiscente  ma due stanze adibite  a spogliatoi. Vero è che sono state realizzate delle opere di miglioria, ma si è trattato solo di opere ordinarie volte a rendere tali locali già agibili, più consoni ad una sede Scout. Vero  è che essendosi aperta una voragine nel campetto, la Confraternita ha effettuato dei lavori per i quali è stato utilizzato come passaggio la porta retrostante la sede Scout e quindi la sede stessa , ma per tale passaggio non sono state chieste le chiavi già in possesso della Confraternita in qualità di proprietaria. Per i lavori suddetti i  capi scout sono stati avvertiti e agli stessi è stato chiesto di spostare su di un lato il materiale conservato nella sede per agevolare il passaggio e permettere i lavori. Questa richiesta è rimasta inascoltata e gli operai sono stati costretti a dover spostare in proprio il materiale che ostruiva il passaggio, passaggio che in ogni caso dovrebbe essere sempre libero poiché ha la funzione di uscita di emergenza. Vero è che sono state cambiate le serrature ma ciò allo scopo di cautelare la Confraternita responsabile della incolumità di tutti coloro che accedono  a propri locali , scout compresi, i quali arbitrariamente, utilizzando le proprie chiavi sono entrati tramite la sede nel campetto che non era stato reso ancora ufficialmente agibile, benché fossero stati avvisati. Si è trattato da parte della Confraternita di un gesto senza dubbio forte ma  giusta reazione ad un protratto comportamento ostruzionistico da parte de “La Comunità Capi del Gruppo Scout Recale 1°”iniziato mesi addietro quando la Confraternita Santa Maria del Suffragio proprietaria dello spazio definito “congrega, campetto e spogliatoi (sede scout provvisoria)  per far fronte alle spese necessarie alla manutenzione ordinaria, pulizia  e fornitura di acqua e luce ha chiesto ai gruppi che usufruiscono di quegli spazi (in particolar modo Scout e Oratorio) un contributo annuo , permettendo in cambio agli stessi  e a tutti coloro che ne avessero fatto richiesta di usufruire  per le proprie attività di tutti i locali su detti (congrega- campetto- spogliatoi) tant’è che a tal fine il Priore e i Confratelli volevano stilare un calendario per dare la possibilità a tutti gruppi di usufruire di quello spazio. L’accordo relativo al contributo annuo è stato raggiunto con l’Oratorio ma non con gli scout che hanno rifiutato in maniera categorica adducendo che i locali erano di loro proprietà. A onor del vero le spese relative alla fornitura di energia elettrica  erano pagate dagli Scout o da chi per essi;  poiché i locali in oggetto sono stati messi dalla Confraternita a disposizione di chiunque  è stato deciso di sollevare gli Scout da tale onere  chiedendogli  un contributo annuo al pari delgli altri. Da allora la Confraternita ha subito molteplici  provocazioni  fino all’ultimo episodio che l’ha costretta a prendere una drastica scelta. Dopo la scelta della Confraternita  i capi scout hanno interpellato il Nostro Padre Vescovo, che convocato il 12 gennaio 2012  il Direttivo della Confraternita  ha chiesto, dopo aver  sentito i fatti  e riconosciuto le nostre ragioni, di dare a “La Comunità Capi del Gruppo Scout Recale 1°”. qualche mese di tempo (fino a Pasqua) per trovare una nuova sede e sgomberare i locali. Nello stesso giorno con don Franco Catrame, parroco di Recale, e don Franco Greco responsabile delle confraternite della diocesi di Caserta  si è  deciso di prorogare tale termine fino al 31 maggio salvo eventuale accordo. Ma intesa non c’è stata , gli Scout a cui medio tempore è stata data la possibilità di ritornare nella sede presso il campetto, piuttosto  che liberare i locali, hanno collocato  ulteriore materiale ostruendo il passaggio di emergenza, hanno cercato appoggio e sostegno altrove  e con mezzi  biechi senza utilizzare lo strumento più semplice: il dialogo! Noi Confratelli potremmo essere per questi ragazzi genitori se non anche nonni, non era nostra intenzione togliere agli Scout la disponibilità dei locali per le loro attività, è stato un gesto doloroso ma dovuto, a causa di chi fa parte di questo gruppo e più volte con atteggiamento di sfida ci ha affrontato ben consapevoli che i ragazzi rappresentano il nostro futuro e per questo abbiamo con tutti dimostrato la nostra disponibilità a apertura al dialogo, purché puro e sincero e non arrogante e presuntuoso».
Confraternita Santa Maria del Suffragio

Leggi la posizione degli Scout

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