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CRUNA | NOTIZIE | Don Tonino Palmese ai ragazzi di Recale: «C'ha putimm fa!»

Don Tonino Palmese ai ragazzi di Recale: «C'ha putimm fa!»

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don tonino palmese RECALE. «C'ha putimm fa!». Con un'espressione incoraggiante, tipica della lingua napoletana, don Tonino Palmese (nella foto) ha salutato i ragazzi dell'Istituto comprensivo «Giovanni XXIII» di Recale. Il referente campano dell'associazione «Libera», personalità simbolo della lotta alle mafie, ieri pomeriggio, è intervenuto alla conferenza, dal titolo «Dalla legalità alla giustizia», organizzata dalla scuola nell'ambito del Progetto operativo nazionale «Le(g)ali al Sud». Per circa un'ora, il sacerdote salesiano, tra i più vicini a don Luigi Ciotti, fondatore di «Libera», ha catturato l'attenzione della platea di alunni, genitori e docenti che ha affollato l'auditorium dell'istituto di viale Europa. Tra i presenti, il sindaco Patrizia Vestini, l'assessore alla pubblica istruzione Lello Porfidia, il parroco Franco Catrame e molte associazioni del territorio (Cruna, Coger, LiberaMente, TerraViva, Proloco Nuova Recale). Al tavolo dei relatori, oltre alla dirigente scolastica Vincenza Della Valle, il vescovo di Caserta Pietro Farina. L'alto prelato, con la sua proverbiale capacità di sintesi, ha ribadito come «la legalità sia uno stile di vita e un interesse individuale, prima che collettivo». Poi, ha esortato tutti a esercitarsi alla legalità con umiltà e passione, «come fece - ha detto - Pier Paolo Pasolini, quando, accantonata la letteratura e la poesia, si dedicò alla regia, ritornando a scuola e imparando i segreti della macchina da ripresa». Di rimandi al cinema è stata infarcita pure la relazione di don Tonino: per chiarire ai più piccoli il concetto di regola e sue aberrazioni ha ricordato alcune scene de «La vita è bella» di Roberto Benigni. Mentre per spiegare che per lui legalità significa, prima di tutto, «conoscere, stimare e amare la diversità», ha citato «La gabbianella e il gatto», film di animazione diretto da Enzo D'Alò, basato sul romanzo di Luis Sepúlveda. «Questa favola moderna - ha argomentato - riesce a porre l’accento su vari temi importanti, e mostra il doppio volto dell’uomo, che oltre ad essere il responsabile dell’inquinamento dei mari, è in grado di apportare il suo aiuto e cambiare le cose, mostrando la sua parte sensibile e il suo rapporto simbiotico con l’ambiente circostante. Ma questo è solo un aspetto della storia, poiché nel libro e nel cartone animato sono tanti gli argomenti che si susseguono, primo tra i quali quello della diversità e della necessità di trovare un punto comune che riesca ad avvicinare, partendo dalla comunicazione e dalla condivisione». «La testimonianza di Palmese - ha dichiarato la preside Della Valle - assume un significato ancora più pregnante alla luce dei recenti fatti di cronaca, quali l'attentato a Roberto Adinolfi, dirigente dell'Ansaldo, gambizzato a Genova da un gruppo armato eversivo, e la bomba fatta esplodere da un ignoto a Brindisi, provocando la morte di Melissa Bassi». La dirigente, prima di aprire i lavori, ha letto la lettera che il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, ha inviato a tutti gli studenti d'Italia il giorno dopo la deflagrazione delle tre bombole di Gpl e ha chiesto che in memoria di Melissa si osservasse un minuto di raccoglimento.
Redazione

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