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CRUNA | NOTIZIE | L'incredibile storia di Mamadou Dia negli scatti di Montebuglio

L'incredibile storia di Mamadou Dia negli scatti di Montebuglio

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jere jef mamadouRECALE (aggiornato al 1 giugno 2012). Nell'Italia dei bamboccioni, veri o presunti, la sua storia scosse l'opinione pubblica. Ne parlarono testate nazionali, portali, blog e social network. Mamadou Dia, 53 anni, venditore ambulante, d’inverno nei mercati cittadini e d’estate lungo le spiagge del litorale Domitio, è stato il primo senegalese, il 28 marzo del 2011, a conseguire una laurea magistrale alla Seconda Università di Napoli. Biotecnologia, evoluzione naturale del diploma di perito agrario, che gli valse un impiego al "Ministère de l'Agriculture", a Dakar. A quell'avvenimento, il fotoreporter Gaetano Montebuglio, l'unico che riuscì a infrangere la reticenza dell'uomo ai flash e alle telecamere, ha dedicato una mostra dal titolo "Jere jef, Mamadou!", visibile, dal 1 al 4 giugno, a Recale, in piazza Aldo Moro. La personale sarà allestita nei locali della Proloco "Nuova Recale", nell'ambito della seconda edizione di "Arte in mostra", la rassegna che l'associazione di Antonio Marino dedica alle eccellenze del territorio. Al vernissage, atteso per questa sera, 1 giugno, alle 19, parteciperà anche una delegazione della comunità senegalese di Caserta. Senza indulgere nella facile retorica, la mostra racconta per fotografie e parole (affidate al giornalista Claudio Lombardi) la vicenda umana di Mamadou Dia, sbarcato in Italia 9 anni fa. Un misto di necessità, ostinazione e fortuna lo condusse a Caserta. Delle sofferenze, dei disagi, delle privazioni non ha mai parlato volentieri. A chi  gli chiedeva come avesse fatto a studiare, lavorare e a occuparsi dei suoi "fratelli", sorrideva. Il volto si accigliava solo quando ripensava alle giornate trascorse in Questura, al Comune, nei tribunali. Alle trasferte a Roma, in ambasciata, e a quanto fosse difficile avere un permesso di soggiorno. Dopo la proclamazione (90 su110), Dia ringraziò il professor Augusto Parente, che ha seguito da vicino il suo percorso di studi, e il preside della facoltà, Paolo Pedone. Poi, si trattenne in una piccola aula dell’università con Nello Zerillo di «Nero e non solo», il rappresentante dei senegalesi in Terra di Lavoro Mamadou Sy e i suoi fratelli «bianchi e neri». In fine, sino ad allora sopito, esplose in lui il desiderio di ritornare a casa. «Prima, però, mi disse "devo pagare il fitto e le ultime bollette"», ricorda Montebuglio. Qualche tempo dopo, era su un volo che lo ha riportato in Senegal. Ad attenderlo, la madre Fatu, le due mogli e un rivolo di figli festanti. Ritornato in Senegal, oggi Dia è un dirigente governativo, un padre affettuoso, un uomo felice.
Redazione

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