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CRUNA | NOTIZIE | Recale, protesta a via Toscanini

Recale, protesta a via Toscanini

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Il Mattino, 14/05/2009

Residenti contro la ditta di marmi

Tornano a far sentire la loro voce i residenti di Musicile, quartiere nella periferia di Recale. Gli abitanti, che da anni lamentano lo stato di precarietà e di trascuratezza in tutto il tratto tra via Boito e via Toscanini, lanciano un nuovo altro grido di allarme.

 

«Siamo preoccupati – dichiara Mimmo Glorioso, loro portavoce, che preannuncia una petizione popolare – dell’espansione che sta avendo un’azienda che lavora e commercializza marmi. Già oggi i disagi che avvertiamo a causa della diffusione di polveri e dell’inquinamento acustico provocato dalle macchine sono insostenibili. Chissà cosa ci aspetterà quando le strutture che si stanno realizzando entreranno in funzione. Non capiamo – aggiunge Glorioso – come il sindaco Americo Porfidia possa permettere che tutto ciò accada». La zona, peraltro, manca di infrastrutture idonee a supportare un’attività produttiva, in quanto la rete idrica e, in particolare, quella fognaria risultano insufficienti perfino a far fronte alle esigenze di un insediamento abitativo, come più volte hanno denunciato i cittadini. Poi, la presenza di un insediamento industriale in via Toscanini contrasta con la logica che ha portato il Comune a individuare, sul versante opposto della cittadina, un comparto omogeneo dove far sorgere l’area produttiva.

«Nessun ampliamento strutturale – avverte l’assessore ai lavori pubblici Francesco Porfidia – è in corso nel quartiere. Il titolare dell’opificio sta solo ripristinando un capannone che in precedenza aveva demolito. Ciò non ci vieterà, tuttavia, di effettuare, al più presto, dei controlli per verificare la regolarità dei lavori». Quanto a una possibile delocalizzazione dello stabilimento, Porfidia avverte: «È uno scenario possibile, ma subordinato alla realizzazione del Pip».

Al fianco dei residenti di Musicile si schierano, invece, gli attivisti dell’associazione ambientalista «Cruna». «In mancanza di un piano urbanistico che tuteli il territorio – tuona il presidente Vincenzo De Angelis – bisogna mettere in campo altri mezzi per impedirne il “saccheggio incontrollato”; se la politica getta la spugna – conclude De Angelis –, tocca ai cittadini alzare il livello di vigilanza per difendere il luogo in cui vivono».

Claudio Lombardi, dal Mattino

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