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CRUNA | NOTIZIE | Celle solari come capelli, l'ultima svolta da Tokyo

Celle solari come capelli, l'ultima svolta da Tokyo

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ROMA. La corsa per rendere il fotovoltaico più efficiente e più flessibile per qualsiasi tipo di impiego non si arresta. Non passa praticamente settimana senza che giunga da qualche laboratorio in giro per il mondo la notizia di una nuova conquista. Le ultime novità che promettono di favorire ulteriormente la diffusione dell'energia solare in un futuro non troppo lontano arrivano questa volta dal Giappone e dalla Gran Bretagna. Tsuyoshi Sekitani, dell'Università di Tokyo, ha presentato sulla rivista Nature Communication la creazione delle celle solari più sottili al mondo, spesse come i fili di seta prodotti dai ragni e così flessibili da poter essere avvolte intorno ad un capello umano. La creazione è costituita da elettrodi posti su un foglio di plastica e misura solo 1,9 micrometri di spessore, un decimo delle più sottili celle solari attualmente disponibili. L'invenzione apre la strada a una serie di nuove applicazioni, tra cui la realizzazione di dispositivi elettrici portatili di ricarica o apparecchiature elettroniche da indossare come capi di abbigliamento. "Lo spessore totale di questo dispositivo è inferiore a un filo della tipica seta dei ragni", ha spiegato Sekitani. "Si tratta - ha proseguito - di una misura straordinaria che aumenta l'elasticità e riduce il peso, permettendo di realizzare dispositivi indossabili come vestiti che producono l'energia elettrica dal sole". Le nuove celle solari ultra-sottili, alla cui realizzazione hanno collaborato i ricercatori della Johannes Kepler University of Austria, stando alle previsioni degli artefici saranno rese disponibili entro circa cinque anni. Il team di ricerca sta lavorando per aumentare la velocità con cui il dispositivo è in grado di convertire la luce solare in energia elettrica. Altra promettente innovazione arriva come detto dall'Inghilterra, dove nell'Università di Oxford hanno messo a punto una soluzione innovativa di "vetro solare" che combina il colorante base delle celle fotovoltaiche a film sottile, con le applicazioni del vetro colorato fotosensibilizzato, consentendo simultaneamente di produrre energia. Questa tecnologia, applicate alle facciate dei grattacieli, permetterebbe di realizzare superfici colorate di ogni tipo venendo incontro alle esigenze estetiche di architetti e costruttori, fornendo contemporaneamente, una soluzione flessibile per la produzione di energia solare. "Grazie alla nostra sperimentazione possiamo stampare gli ossidi metallici che attivano il processo, il colorante ed i polimeri direttamente sul vetro- ha spiegato Kevin Arthur capo esecutivo della Oxford Photovoltaics - la luce solare reagisce direttamente con il colorante, creando una forma di corrente elettrica che raccogliamo in due terminali, esattamente come accade per le batterie standard. Al momento siamo in grado di produrre celle solari da 10 per 10 cm, ma vogliamo passare ad una completa linea di produzione con pannelli di dimensioni superiori, per arrivare alla prima serie commercializzabile entro il secondo trimestre del 2013". "Le cifre sono dalla nostra parte - ha aggiunto Arthur - attualmente il 60% degli edifici è ricoperto da vetro. Se la nostra tecnologia venisse estesa all'intero comparto, potremmo ottenere risultati incredibili: da un grattacielo da 220 metri collocato ad esempio in Texas e ricoperto interamente con vetro solare, potremmo generare fino a 5,3 megawattora al giorno".
fonte: Repubblica.it

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