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CRUNA | NOTIZIE | Industria edile italiana ultima in Europa per il riciclo della plastica

Industria edile italiana ultima in Europa per il riciclo della plastica

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ROMA. Se è vero che il comparto delle costruzioni impiega circa un quinto delle materie plastiche prodotte ogni anno, esso è però responsabile solo del 5,5% dei rifiuti plastici, da smaltirsi nello stesso periodo (1,4 milioni su 24,7 milioni). Il perché è da ricercarsi nella loro vita utile all'interno del sistema edificio, che nel caso di tubi e profili arriva fino a 60 anni. Sono questi alcuni dei dati emersi dallo studio "Plastic waste from building & construction", condotto da PlasticsEurope Italia ed ECVM e successivamente ripreso dai siti Polimerica e Casa e clima.

VOLUMI DESTINATI AD AUMENTARE
Se le plastiche impiegate in edilizia restano ferme per decenni e non contribuiscono come altri manufatti a vita breve a riempire oltre misura le discariche, è anche vero che il loro recupero e riciclo risulta notevolmente più complicato, specifica lo studio. Bisogna inoltre considerare il trend crescente nell'uso di prodotti in plastica avvenuto negli ultimi decenni, anche per via dei cresciuti spessori di isolante negli edifici. Questi volumi, dunque, non resteranno marginali a lungo.

1,36 MILIONI LE TONNELLATE DI RIFIUTI PLASTICI
Per il loro studio, i ricercatori hanno monitorato la gestione dei rifiuti plastici nel settore dell'edilizia e delle costruzioni, prendendo come riferimento i 27 paesi membri UE più Norvegia e Svizzera. Sono 1,36 milioni le tonnellate di rifiuti plastici generata dal settore, con una netta prevalenza di isolanti (22%), tubi e raccordi (20,5%), pavimenti e coperture in generale (19%). Le finestre incidono invece per il 7%.

schema rifiuti plastici

2010: 56% RIFIUTI PLASTICI DA COSTRUZIONE RECUPERATI
Consolano i dati di recupero di questo materiale: nel 2010, infatti, il 56% dei rifiuti plastici generati da questo comparto è stato recuperato mediante riciclo meccanico (20%) o recupero energetico (36,2%); rispetto al 2009, quando i rifiuti plastici riciclati erano “solo” il 52%, oggi la quota recuperata appare in aumento. Inoltre, la percentuale del 56% si avvicina al 58% di recupero dei rifiuti plastici in generale.

PROGRAMMI DI RICICLO PER IL RAMO DEL PVC
Non è rimasto indifferente il comparto industriale, prima fra tutti la filiera del PVC, oggi la più attenta alla sostenibilità ambientale dei propri prodotti. Il programma VinylPlus, e prima ancora Vinyl 2010, supporta infatti la creazione in tutta Europa di specifici programmi per il recupero e riciclo di manufatti in PVC: un'iniziativa che ha permesso il recupero di 250mila tonnellate nel 2010, soprattutto tubi e serramenti, mentre i nuovi obiettivi al 2020 indicano un volume di riciclo pari a 800.000 tonnellate, di cui gran parte di provenienza edile.

GERMANIA: I PIÙ ALTI TASSI DI RECUPERO PLASTICO
Altro elemento emerso dallo studio riguarda la forte differenziazione tra paese e paese: se in Italia e Spagna il tasso di recupero si attesta intorno al 20% (ma anche nel Regno Unito non si va oltre al 30%), nei paesi scandinavi si arriva a riciclare circa l'80% della plastica, particolarmente mediante il recupero energetico. A detenere il record di riciclo plastico è però la Germania, dove si recupera il 96% dei rifiuti in plastica dell'edilizia. Il nostro Paese si piazza invece in coda: su circa 136mila tonnellate di rifiuti in plastica generate nel 2010, ne sono state riciclate 17.000 tonnellate (12,5%) e avviate a recupero energetico 5mila tonnellate (3,7%) . Superano invece le 114.000 tonnellate i rifiuti diretti in discarica, vale a dire oltre l'83% del totale.
Redazione

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meno rifiuti più benesere
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