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CRUNA | NOTIZIE | Recale, a lezione d'arpa con il grande Xavier De Maistre

Recale, a lezione d'arpa con il grande Xavier De Maistre

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xavier de maistreRECALE. È conosciuto nell’ambiente musicale come l’artista che ha saputo liberare il suo strumento dagli angusti spazi nei quali da sempre è stato confinato. Suona come un'orchestra l'arpa di Xavier de Maistre, che tre anni fa ha lasciato i «Wiener Philharmoniker» per spiccare il volo della carriera solistica. Il miglior arpista in circolazione, questa mattina, alle 10, ha tenuto una masterclass agli studenti della «Giovanni XXIII» di Recale, nella sala docenti dell'istituto, in viale Europa. «L'incontro - spiega la dirigente Vincenza Della Valle - rappresentava una tappa di "Muse e Musei, racconto di arte, storia e fede in Terra Laboris", rassegna internazionale di musica realizzata dalla Provincia di Caserta, con il contributo della Regione e dell'Unione Europea». Chi immaginava il suono dell’arpa come una fluttuante liquescenza onirica è rimasto deluso: l’arpa di de Maistre ha un suono limpido e netto, un «esprit de clarté» che la fa sembrare ora un liuto ora un pianoforte, con molte gradazioni, dall’impalpabile al fortissimo. Francese di Tolone, nel 1998, a 25 anni, ha vinto il primo premio alla «Usa international harp competition» di Bloomington. Arpista dei «Philharmoniker» di Vienna, è stato il primo a eseguire un concerto da solista con loro e oggi gira il mondo a sfatare luoghi comuni. «Studiavo solfeggio al conservatorio - ha raccontato -, quando, quasi per caso, mi ritrovai in una classe di arpa, dove cercava allievi. Se avessero dovuto formare un gruppo per il trombone, forse sarei diventato un trombonista. La musica non è né ereditaria, né una faccenda di famiglia». E ci fu una sorta di costernazione nella sua, quando rivelò al padre che non avrebbe abbracciavo una delle professioni tradizionali, come l’avvocato o l’ingegnere, ma un'arpa, strumento che l'immaginario collettivo associa a una donna avvenente, eterea e in abito lungo. De Maistre ha ricordato, invece, che «tutti i grandi suonatori d'arpa erano uomini: pensiamo, nell’Ottocento, a Elias Parish-Alvars, considerato il Paganini dell’arpa, ad Alphonse Hasselmans, che fu maestro di Henriette Renié, e poi a Nicanor Zabaleta, arpista spagnolo di fama mondiale». «E' stato un onore ospitare un personaggio così affascinate - conclude la Della Valle - e per i nostri studenti, un'occasione unica di confronto».
Redazione

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