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Cenname: il “Patto dei Sindaci” rischia di finire nell'inceneritore

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Vincenzo CennameCASERTA. Sono 61 i Comuni della provincia che hanno firmato venerdì 20 gennaio il protocollo d'intesa con la Provincia di Caserta, aderendo al cosiddetto “Patto dei Sindaci”, che prevede l'impegno a ridurre le emissioni in atmosfera del 20 per cento entro il 2020.  «La Provincia – ha spiegato il presidente Domenico Zinzi – contribuirà in maniera determinante alla riduzione delle emissioni del 20 per cento entro il 2020 con iniziative concrete e svolgendo un importante ruolo di coordinamento. Il Patto dei Sindaci ci consente di avere un rapporto diretto con l'Unione Europea, che si dovrebbe stabilire anche per altri settori». Il Patto, al quale hanno già aderito 2900 Comuni in tutta Europa, fornisce alle amministrazioni locali l'opportunità di impegnarsi concretamente nella lotta ai cambiamenti climatici attraverso interventi che modernizzino la gestione amministrativa e influiscano direttamente sulla qualità della vita dei cittadini.  In particolare, i Comuni firmatari si impegnano a raggiungere entro il 2020 questi traguardi:

  • almeno il 20% dell'energia dovrà essere ottenuto da fonti rinnovabili;
  • l'efficienza energetica dovrà superare del 20% i livelli previsti per quella data;
  • l'emissione di gas serra dovrà scendere almeno del 20% rispetto ai livelli registrati nel 1990.

Dai dati diffusi dalla stessa Amministrazione provinciale, si ricava che la provincia di Caserta attualmente produce più energia di quanta ne consumi, e che fornisce ben il 54% dell'energia prodotta in tutta la Regione Campania. Di questa produzione, solo il 7% deriva da fonti rinnovabili. Secondo Vincenzo Cenname, il sindaco di Camigliano da sempre in prima linea per la gestione sostenibile del territorio, il raggiungimento degli obbiettivi del “Patto dei Sindaci” è tutt'altro che scontato: «La Regione Campania – denuncia Cenname - ha approvato il Piano Regionale dei Rifiuti, il quale prevede tra l'altro la realizzazione di ulteriori 4 impianti di incenerimento oltre quello già esistente di Acerra.» Il piano comprende il famigerato impianto di gassificazione della Provincia di Caserta, oggi sballottato tra il Comune di Capua e quello di San Tammaro – Santa Maria La Fossa. «Le emissioni di CO2 derivanti dalla combustione di rifiuti attraverso la gassificazione – incalza Cenname - ammontano a 320 Kg equivalente di CO2 per ogni tonnellata di rifiuti composti. Praticamente prevedere di realizzare un gassificatore/inceneritore in Provincia di Caserta significa infrangere il Patto dei Sindaci appena stipulato. Infatti la presenza dell'inceneritore da un lato aumenterebbe le emissioni di CO2 e dall'altro ridurrebbe il rapporto tra impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili rispetto agli impianti di produzione di energia presenti sul territorio provinciale.»
Secondo il sindaco Cenname, per onorare il Patto dei Sindaci è indispensabile sostituire l'impianto di incenerimento dei Rifiuti previsto in Provincia di Caserta con impianti di recupero di materia, una soluzione più economica, più velocemente realizzabile, ma soprattutto più ecologicamente sostenibile rispetto all'incenerimento dei rifiuti.

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