CRUNA

  • •Aumenta dimensione caratteri•
  • •Dimensione caratteri predefinita•
  • •Diminuisci dimensione caratteri•
CRUNA | NOTIZIE | Lotta ai gas serra: le pagelle Nord Europa top, Italia insegue

Lotta ai gas serra: le pagelle Nord Europa top, Italia insegue

•Valutazione attuale•: / 0
•Scarso••Ottimo• 

DURBAN. I paesi del centro e del nord Europa sono saldamente in testa nella classifica degli Stati che frenano le emissioni serra. Ai primi posti (dopo il vuoto lasciato simbolicamente per sottolineare la mancanza di performance eccellenti) troviamo Svezia, Gran Bretagna, Germania, Brasile, Francia, Svizzera. Otto dei primi dieci classificati sono europei. L'Italia figura al trentesimo posto, in ripresa rispetto al quarantunesimo posto dell'anno scorso, ma ancora nettamente distanziata dal gruppo di testa. Tra gli ultimi dieci troviamo Arabia Saudita, Iran, Cina, Russia, Canada, Stati Uniti. E' la graduatoria preparata dall'organizzazione non governativa Germanwatch in collaborazione con Climate Action Network Europe e Legambiente e presentata poche ore fa a Durban alla conferenza Onu sul clima che fatica a trovare l'accordo sull'alt alle emissioni serra.  Il rapporto elabora una classifica riassuntiva e delle graduatorie che tengono conto dei vari aspetti: il livello delle emissioni di gas serra, il trend di crescita, l'efficacia delle politiche di intervento. Se l'Italia ha scalato qualche posizione è dovuto essenzialmente alla spinta - sia pure finora incerta e contraddittoria - in direzione dello sviluppo delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica. "Rimane il sospetto che il miglioramento dell'Italia sia dovuto principalmente alla crisi economica", osserva il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. "Ma abbiamo la possibilità di raggiungere in breve tempo la pattuglia di testa. Basta spingere con decisione sul pedale della green economy evitando quello stop and go che ha caratterizzato gli ultimi due anni producendo un effetto devastante sulla credibilità del paese e sulla solidità del suo sistema imprenditoriale. Un primo segnale nella direzione giusta può venire proprio da Durban sostenendo l'Europa per rinnovare il protocollo di Kyoto e giungere a un nuovo accordo globale entro il 2015". Un accordo che diventa sempre più urgente. Lo prova l'ultimo rapporto reso noto alla conferenza di Durban. Secondo lo studio di Climate Analytics e Ecofys, due società di ricerca specializzate in questo settore, se anche venissero rispettate le promesse che i governi hanno fatto per il dopo 2012 rifiutando di sottoscrivere impegni vincolanti (con l'eccezione dell'Europa che ha stabilito target obbligatori per il 2020), la temperatura aumenterebbe di 3,5 gradi entro il secolo. E' una stima estremamente allarmante perché è il doppio della soglia che, secondo i calcoli più accreditati, costituisce il limite oltre il quale le probabilità di un effetto catastrofico su scala globale diventano molto alte. Per questo alla conferenza sul clima cresce la pressione sui grandi inquinatori (Cina e Stati Uniti che assieme totalizzano il 44 per cento del totale dei gas serra) perché rompano lo stallo che tiene bloccata la conferenza accettando di sottoscrivere un impegno vincolante per difendere l'atmosfera allentando la morsa del caos climatico.
fonte: Repubblica.it

•Commenti•

Per commentare questo articolo devi registrarti
 

cerca nel sito


visite oggi:0
ultimo mese:0
totale visite:0

Altro sull'argomento...


meno rifiuti più benesere
•Banner•
•Banner•