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Cruna: «Dieci mosse per fare davvero la differenziata»

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Comunicato stampa, 13 novembre 2009

RECALE. L’associazione “Cruna” rileva con soddisfazione i segnali di una rinnovata attenzione da parte dell’amministrazione comunale di Recale nei confronti della gestione del ciclo dei rifiuti. “Le convenzioni stipulate con i consorzi per il riciclo, quali Comieco per carta e cartoni, Corepla per il recupero della plastica, e quelle in via di definizione per il vetro, l’alluminio e l’acciaio, sono passi importanti che avevamo sollecitato a compiere”, affermano gli ambientalisti. “Tuttavia – aggiungono – ci sembra necessario focalizzare adesso l’attenzione sul versante del ser­vizio di raccolta differenziata, per affrontare i problemi messi in evidenza dal risultato ne­gativo del 2008 (16,53% di rifiuti differenziati secondo i dati di Legambiente, che colloca Recale al 254° posto su 322 comuni censiti in Campania) e per consolidare il miglioramento registrato nel corso del 2009.

Da un raffronto tra il quadro contrattuale delineato all’atto dell’appalto del servizio e l’effettivo svolgimento dello stesso, sono emerse alcune criticità, evidenziate, in diversi incontri, al sindaco Americo Porfidia, all’assessore all’ambiente Pietro Mingione e ai funzionari dell’ufficio tecnico, che ci sembra doveroso sottoporre all’attenzione dei cittadini, affinché al più presto possano essere affrontate e risolte. Ci preme sottolineare che, mentre alcuni dei problemi evidenziati richiedono soluzioni realizzabili solo sul medio periodo (come la creazione di un’isola ecologica), la maggior parte di essi può essere affrontata in tempi brevi nell’ambito della riorganizzazione del servizio che si renderà necessaria in seguito all’adesione ai consorzi di recupero”.

Ecco le dieci mosse:
1. Rifiuti urbani pericolosi. Il servizio di raccolta dei RUP, che prevede la raccolta e il trasporto agli impianti di smaltimento di pile esauste, farmaci scaduti e rifiuti contrassegnati “T” e/o “F” è puramente virtuale a causa della mancanza di contenitori (o della disinformazione circa la loro collocazione). Da sottolineare che non vengono menzionate altre tipologie di RUP (dalle batterie per auto agli olii) per i quali si rende necessario individuare una corretta procedura di smaltimento.
2. Raccolta carta e cartoni. Questo servizio, che nel capitolato d’appalto (Titolo I.1.n e relativa tabella) è previsto come raccolta porta a porta una volta a settimana, viene attualmente eseguito come multimateriale, pregiudicando la resa della raccolta. Infatti la carta sporcata dal contatto con altri residui non può essere riciclata e viene conferita in discarica, pagando il relativo costo. La convenzione con Comieco dev’essere l’occasione per riorganizzare radicalmente la raccolta separata dei materiali a base di cellulosa, riciclandone la maggior parte possibile e massimizzando il risparmio.
3. Vetro. La raccolta del vetro (capitolato d’appalto, Titolo I.1.h e relativa tabella) è vanificata dalla scarsità di contenitori stradali, e dal cattivo stato di quelli esistenti. Tralasciamo le questioni di vigilanza e controllo, che affronteremo oltre. Tuttavia, fra i 24 contenitori menzionati nel capitolato (numero francamente eccessivo anche rispetto alla raccomandazione Coreve di un contenitore ogni 600 abitanti) e il nulla attuale, si apre un utile spazio di mediazione nel quale valorizzare anche le facilitazioni e i benefici derivanti dall’adesione al Consorzio Recupero Vetro.
4. Sacchetti e contenitori. La collaborazione dei cittadini, unanimemente riconosciuta come fondamentale per il buon funzionamento del servizio, va sostenuta rimuovendo tutti gli ostacoli che rendono difficoltoso e dispendioso un comportamento corretto. Non dev’essere più consentito che la distribuzione dei sacchetti venga sospesa, sia insufficiente o fatta in orari e con modalità vessatorie per gli utenti; se la consegna porta a porta (capitolato d’appalto, Titolo I.1.b e tabella A.n) si è rivelata impraticabile, la distribuzione va effettuata per periodi ed orari abbastanza lunghi ed agevoli anche per i cittadini che lavorano, e ne va data informazione capillare e tempestiva.
Particolare attenzione va posta nel regolamentare l’utilizzo e la gestione dei contenitori individuali e condominiali, e nello stabilire un’inderogabile procedura per la loro pulizia e sanificazione a cura di personale attrezzato e qualificato: tale responsabilità, che ricade nell’ambito delle competenze in materia di salute pubblica di pertinenza del Primo cittadino, non può in alcun modo essere scaricata sui privati, meno che mai nel caso di contenitori ad uso condominiale.
5. Rifiuti ingombranti. Probabilmente gli impegni previsti nel capitolato (Titolo I.1.a3 e relativa tabella) sono sottodimensionati rispetto ai bisogni, dal momento che abbiamo potuto verificare che i tempi di attesa toccano i tre mesi dalla prenotazione. La soluzione finale per questa tipologia di rifiuti resta l’istituzione di un’isola ecologica dove gran parte degli ingombranti può essere depositata dai cittadini stessi senza alcuna spesa. Nell’immediato, oltre a raccomandare di intensificare il più possibile il servizio, avanziamo una richiesta facilmente realizzabile a costo zero: rendere pubblica e facilmente accessibile la lista di attesa, anche attraverso internet, per impedire che voci o sospetti di parzialità possano diventare un alibi per sversamenti illeciti.
6. R.a.e.e. Lo smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, benché affidato ad una ditta diversa, presenta problemi molto simili a quello degli ingombranti: anche qui, code di due, tre mesi rendono indispensabile che si consenta almeno di verificare le liste di attesa. In più, abbiamo rilevato che il contratto contempla l’impegno congiunto del Comune e della ditta assegnataria a svolgere una campagna di sensibilizzazione e di informazione: pensiamo che sia opportuno adempiere a questo impegno a breve scadenza, in vista delle feste natalizie che quest’anno, in concomitanza con il passaggio al digitale terrestre, potrebbero determinare un sovrappiù di apparecchi da smaltire.
7. Vigilanza e controllo. Riteniamo fondamentale che il Comune, attraverso il Gruppo di Vigilanza e controllo previsto dal capitolato d’appalto (Titolo X.40.1) eserciti un controllo puntuale e continuo sulla qualità del servizio, in particolare sullo spazzamento manuale e meccanico (capitolato d’appalto, Titolo I.1.i e 1.1.l), sulla raccolta nelle aree periferiche (capitolato d’appalto, Titolo I.1.o), sui mezzi e sulle attrezzature (capitolato d’appalto, Titolo III.26) Il controllo nei confronti dell’utenza va attuato con l’istituzione della guardia ecologica prevista nel Titolo X.40.2 e con l’approvazione del relativo regolamento, nonché introducendo quanto prima strumenti di videosorveglianza remota nei punti critici.
8. Informazione. Nel flusso di informazione diretta verso il cittadino ci sono ritardi da colmare:
(a) per la sensibilizzazione manca da tempo un intervento istituzionale; l’adesione ai Consorzi per il Recupero, con il materiale informativo che metteranno a disposizione può dare all’Ente locale l’occasione per affiancare una campagna capillare alle iniziative fin qui condotte solo dalle associazioni, dai gruppi parrocchiali, dalle scuole.
(b) per l’informazione sugli obblighi e le modalità del servizio, occorre individuare strumenti più efficaci delle affissioni finora usate, portando l’informazione nelle case con volantinaggi periodici, utilizzando l’URP e avvalendosi di internet. I cittadini vanno tenuti al corrente anche dell’andamento della raccolta, dei risultati, degli obbiettivi e di tutti gli aspetti del servizio (come le liste di prenotazione per gli ingombranti). Ma bisogna anche attivare un flusso di informazioni diretto verso l’Ente, offrendo ai cittadini la possibilità di segnalare problemi, proporre soluzioni, individuare disservizi ecc.
9. Isola ecologica. Siamo consapevoli che è un risultato non facile da raggiungere, ma proprio per questo pensiamo che debba essere in cima all’agenda delle priorità per rendere completo e funzionale un progetto di gestione dei rifiuti, per ridurre al minimo l’impatto ambientale, il costo dei trattamenti e i disagi per i cittadini.
10. Regolamento comunale. Le proposte fin qui delineate mettono in rilievo la necessità di armonizzare in un progetto organico tutti i complessi aspetti della gestione del ciclo dei rifiuti. Non si può ulteriormente rinviare il lavoro per definire un regolamento comunale che disciplini la materia in tutti i suoi aspetti.

L’Associazione “Cruna” ha avanzato alla maggioranza di governo, con questo e con altri documenti, proposte, suggerimenti e spunti. “Ci rivolgiamo adesso – concludono gli ambientalisti – a tutti gli amministratori, alle forze politiche e ai cittadini, perché si apra subito un confronto di merito e perché da un’ampia discussione possa nascere un regolamento efficace e condiviso”.

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