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CRUNA | NOTIZIE | Recale, il bis di "Né servi, né padroni" fa il pieno al Don Bosco

Recale, il bis di "Né servi, né padroni" fa il pieno al Don Bosco

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né servi né padroniRECALE. Una replica richiesta da più parti, dello spettacolo “Né servi, né padroni”, è stata rappresentata, venerdì sera, al teatro Don Bosco di Caserta, davanti ad un pubblico numerosissimo. I giovani dell’Oratorio di S. Antimo, di Recale, hanno riproposto al pubblico una serata indimenticabile, allegra, all’insegna della leggerezza, ma con l’obiettivo di far meditare tutti su un recupero, almeno parziale, dei valori persi o confusi nello stress quotidiano. Al centro della serata, una gradevolissima commedia musicale in due atti di Mauro Palumbo, dal titolo “Né servi, né padroni”, alla quale ha preso parte un consistente numero di ragazzi, guidati da Daniele Ferone, alla sua prima esperienza da regista. E così, Nicola Torrente, Loris Gargiulo, Sara Lasco, Simone Ferraro, Fabio Ianniello, Raffaele Brillantino, Anna Rotaniello, Porzia Tizzano, Elpidio Iorio, Michela Costanzo, Chiara Brillantino, Francesco Farina, Giuseppe Ferraro, Nicola Cicoria, Giovanna Di Nuzzo, Lucilla Lasco, Michele Landolfo, Fabio Tancredi, Raffaele Squeglia, Peppe Argenziano, più un calzante corpo di ballo, si sono avvicendati in gag comiche, avvalorate da canzoni in tema e da balletti sulla frenesia della vita contemporanea che rischia di far perdere autenticità alla vita, o di lasciarci abbagliare da falsi miti, che con la loro futilità poco hanno a che fare con la profondità della natura umana. La vicenda, ambientata in un campeggio, racconta la vacanza di un gruppo di amici e la proiezione del loro modo di vivere e di divertirsi per esorcizzare la monotonia. La loro vacanza si interseca con le storie di altri ospiti del camping, con famiglie che ridono o litigano, con amori che nascono o che finiscono… Il protagonista, Primo, nelle vicende grottesche che accompagnano la sua vacanza, cerca di recuperare un rapporto con la propria esistenza e ci riesce grazie ad un confronto “generazionale” con un vecchio professore, a scontri con gli amici e all’amore per Lella. Egli, infatti, dopo un indugiante iter, perde la sterile rigidità iniziale e riconquista il gusto di guardare dentro di sé con rinnovato entusiasmo. Al termine della laboriosa performance non sono mancati opportuni ringraziamenti agli organizzatori, all’autore, elogi agli attori, da parte del parroco, Don Franco Catrame, che ha sottolineato i loro progressi, fatti negli ultimi anni, e l’importanza di un rinnovato spirito di gruppo, dovuto ad un’esperienza di socializzazione unica, che gradualmente rende il gruppo più unito e quindi più forte. Il successo per tutti è stato attestato, inoltre, dall’alto gradimento del pubblico, che ha completato un gioioso quadro di vita comune con numerose e fragorose risate!
Caterina Vesta

 

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