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CRUNA | NOTIZIE | Recale, guerra di manifesti tra sindaco e opposizione

Recale, guerra di manifesti tra sindaco e opposizione

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manifesto RECALE. Lo accusano di «schizofrenia» politica. Il Porfidia sindaco sarebbe in palese contraddizione con il Porfidia deputato. A Recale si lamenta dei tagli ai Comuni e a Roma sostiene il governo di Silvio Berlusconi, che ha falcidiato la finanza locale. In un manifesto dal tono piccato e provocatorio, Joseph Ferraro (leggi, Saverio Zola), segretario dell'Italia dei Valori, e il suo collega del Partito democratico, Enzo De Angelis, ringraziano Americo Porfidia «per il senso di responsabilità che l'ha spinto - affermano -, il 14 ottobre, a votare a favore della fiducia al governo Berlusconi, approvata per una manciata di voti. Lo ringraziamo per aver consentito la sopravvivenza di un Governo moribondo, che ha demolito la scuola pubblica e negato ai giovani un futuro decente, che ci ha fatto perdere mezzo milione di posti di lavoro in due anni, la maggior parte al Sud, che ha premiato evasori e furbetti, tartassando i cittadini onesti e strangolando gli enti locali, che ha distrutto il Meridione - tuonano De Angelis e Ferraro - per accontentare il fedele alleato Umberto Bossi». Non si fa attendere la replica del sindaco: «Auguro al Pd e ai dipietristi - dice Porfidia -, oggi senza rappresentanti nell'assemblea cittadina, di avere presto dei consiglieri comunali. Da fuori siamo tutti bravi, ma solo entrando negli ingranaggi della macchina amministrativa si comprendono le difficoltà di governare un ente locale. Nel frattempo, potrebbero chiedere ai loro referenti romani, maestri a predicare bene e razzolare male, di rinunciare al finanziamento pubblico ai partiti o, almeno, di destinarne una quota a rimpinguare le casse, ad esempio, del comune di Recale. Sono soldi - ironizza il sindaco - che accetterei volentieri. Battute a parte, la crisi della finanza locale è un argomento serio, che non si affronta con i manifesti e con le polemiche da bar, ma impiegando bene le risorse a disposizione, cercando di garantire, come abbiamo fanno noi in dieci anni, almeno i servizi essenziali ai cittadini».
c.l., Il Mattino, 22 ottobre 2011

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