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CRUNA | NOTIZIE | Recale, tutto pronto per la Festa del Giglio

Recale, tutto pronto per la Festa del Giglio

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la paranzaRECALE. Un secolo e mezzo portati benissimo. Negli anni, è cresciuto, ha acquisito autorevolezza e ha conservato, intatto, il suo fascino. Oggi, il «Giglio» (una macchina da festa a emissioni zero) è un obelisco alto quasi trenta metri per sessanta quintali di legno, chiodi e cartapesta. Questa sera, all’estremità della base saranno inseriti le «varre» e i «varretielli», che domani consentiranno alla «paranza» il trasporto della guglia. Dalla mattina, oltre cento «accollatori» la condurranno in spalla per le strade e i vicoli del centro storico fino a sera, come atto di devozione ad Antimo, prete e martire della via Salaria, patrono della città. La processione si muoverà, alle 9.30 in punto, dal sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta, in via Municipio. Ancora dibattuta è la datazione esatta del legame tra il culto di San’Antimo e il «Giglio». Dalla tradizione orale, si sa che qualcosa di somigliante ad una guglia fu eretto nella seconda metà del 1800 dal sarto Giovanni Battista. Bisogna attendere il 1894 per osservare, tuttavia, una struttura analoga a quella attuale: l’opera costò quattrocento lire e fu commissionata al mastro nolano Giovanni Sbiccuoco. Era alta circa ventisette metri ed era ornata con frammenti di vetro di vari colori, sospesi a mo’ di campanelli. I cristalli, illuminati dal sole, riflettevano scherzi di luce e di colore. In seguito, i pezzi di vetro furono sostituiti con ornamenti in cartapesta, raffiguranti nei vari piani gli episodi della vita del santo e del suo martirio. Da allora, ogni anno, la prima domenica di giugno, gli «accollatori» sollevano il «Giglio», tra gli occhi increduli degli avventori. La tipologia dell’obelisco di Recale è quella a quattro facciate, ossia interamente rivestito, un particolare che lo differenzia e, per alcuni, lo rende più suggestivo degli stessi «Gigli» di Nola, da cui deriva, rivestiti solo sulla facciata anteriore. L’edizione 2011 è in stile rinascimentale: lungo la guglia dominano il colore rosso e le immagini sacre, simboli di «armonia e fede», i temi cui si sono ispirati gli artigiani che lo hanno realizzato. Il legno usato per l’intelaiatura proviene da alberi di abete, pioppo e castagno. Giunto nelle botteghe di Nola è lavorato da mani abilissime, che ne ottengono i vari elementi costituenti l’obelisco. Il «Giglio» è formato da almeno otto parti distinte, che vengono montate sul sagrato della chiesa pochi giorni prima della festa e tenute insieme da circa cento chilogrammi di chiodi, bulloni e funi.
Redazione

 

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