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CRUNA | NOTIZIE | Referendum, a Recale cresce l'onda del "Sì"

Referendum, a Recale cresce l'onda del "Sì"

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sel recaleRECALE. Cresce, a Recale, l'onda del sì ai referendum del 12 e 13 giugno. Questa mattina, gli attivisti di "Cruna", insieme a membri del coordinamento per il "Sì", erano al centro polisportivo di viale Dei Pini, tra i banchi della fiera settimana, a distribuire volantini. Dibattiti, incontri e altre iniziative sono previste domenica, in occasione della Festa del Giglio, e fino all'appuntamento referendario. Il 10 giugno, il partito di Sinistra, ecologia e libertà (nella foto) sarà in piazza Matteotti con un gazebo. «Stiamo facendo di tutto - afferma il segretario Nello Romano - per informare la popolazione di come sia rischioso concedere al Governo la possibilità di intraprendere la politica per il nucleare, di come sia importante che l’acqua rimanga un bene di tutti e di come ogni persona sia uguale di fronte alla legge». Tra i partiti politici, anche il Partito democratico si sta mobilitando per il "Sì". Domenica scorsa, il coordinatore Vincenzo De Angelis era in piazza Stazione a fare volantinaggio. «Sconcerta in questa campagna referendaria - denuncia De Angelis - il silenzio del sindaco Americo Porfidia, cui abbiamo inviato anche una lettera. È stato tra i promotori della campagna di raccolta delle firme per la presentazione dei quesiti. Possibile che, a distanza di pochi mesi, abbia cambiato radicalmente idea?». Conversioni a parte, resta l'entusiasmo di decine e decine di cittadini che hanno scelto di impegnarsi. «La nascita di un gruppo così eterogeneo di lavoro - argomenta il portavoce di "Cruna" Michele Lasco - dimostra che a Recale esiste una sensibilità collettiva che supera i recinti della politica». Hanno deciso di aderire al coordinamento, tra gli altri, Franco Catrame, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta, Lello Porfidia di "Liberamente", Guido Pennacchietti di "Recale terra viva", Daniele D'Angelo, responsabile del "Gruppo famiglie" della chiesa di Santa Maria Assunta e Silvio Sorrentino del "Gruppo scout". In sintesi, i quattro quesiti referendari riguardano la privatizzazione dell'acqua, la produzione di energia nucleare e il cosiddetto legittimo impedimento del presidente del consiglio dei ministri. Se vince il "sì", l'acqua resterà pubblica, non si riprenderà la costruzione di nuove centrali e il signor Silvio Berlusconi, dinanzi alla legge, sarà trattato come un qualsiasi altro cittadino. Dopo aver raggiunto oltre un milione e quattrocentomila firme necessarie alla realizzazione dei referendum, ai comitati referendari resta la sfida più ardua: quella di convincere il maggior numero di persone a recarsi alle urne. «Il voto ai referendum - conclude Porfidia di "Liberamente" - è uno dei momenti più alti per una democrazia, in quando ci consente di decidere in modo diretto, attraverso il voto, il nostro futuro».
Redazione

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