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Politica, a Capodrise avanza l'"armata rosa"

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armata rosaCAPODRISE. Se è frutto del caso, di una classe maschile inetta o troppo avanguardista o di una mutazione genetica, è difficile dirlo. Tuttavia, in un'Italia preda del fatalismo tribale, dove i garantisti (e le garantiste) di regime si affannano a difendere la libertà delle donne di prostituirsi, stupisce che in un Comune della provincia di Caserta, Capodrise, un'«armata rosa» stia colonizzando la politica cittadina; in una fase, peraltro, la campagna elettorale, in cui il machismo dà il peggio di sé. È presto per urlare al fenomeno antropologico, ma basta farsi un giro tra le sezioni di partito per rendersi conto che qualcosa sta cambiando. Sotto i tavoli per decidere alleanze e programmi si intravedono tacchi alti e caviglie sottili e nei conciliaboli di piazza, a tarda ora, svettano chiome grazia_pina_paola_raffaela_rita_antonellacotonate e colli di pelliccia. Un colpo decisivo alla virata di genere potrebbero metterlo a segno proprio gli elettori, il 15 e 16 maggio. L'Udc, movimento poco incline alle novità radicali, sorprendendo tutti, ha avanzato la candidatura a sindaco di Grazia Giaquinto, un chimico farmaceutico di 38 anni. Se dovesse vincere, sarebbe la prima donna a occupare lo scanno più alto di Palazzo delle Arti. Di questa «rivoluzione norvegese» il 2006 fu un anno profetico: alle Comunali il consigliere più votato fu Pina Allegretta, con 366 preferenza. Allegretta è stata, poi, assessore all'ambiente e oggi è un'esponente del Popolo della Libertà, benché critica verso l'attuale dirigenza, formata da soli uomini. In quelle elezioni fecero il loro «debutto in società» pure Paola Pontillo, Raffaela Salzillo e Rita Raucci, le quali, per un breve periodo, formarono un gruppo consiliare. La Pontillo, cresciuta nei movimenti giovanili della sinistra, è assessore in carica alle politiche sociali e coordinatrice, insieme a Silvano Ferraro, dei Socialisti europei. La Salzillo, dopo aver preso le distanze dalla maggioranza, ha lasciato la delega ai lavori pubblici e alle infrastrutture. Da qualche mese, è la segretaria del partito dell'Italia dei Valori, tra le cui file c'è Pasqualina Sica, che non ha sfigurato alle Provinciali del 2010. La Raucci, per cinque anni, in aula, esempio di stile e di capacità amministrativa, non potrà assecondare il «corteggiamento» di Sinistra, ecologia e libertà - i vendoliani l'avrebbe voluta candidata a sindaco -, perché in attesa del secondo figlio (una femmina, nemmeno a dirlo). Hanno attinto dirigenti nell'altra metà del cielo persino le ali estreme della politica: donne, giovani e di qualità, sono il coordinatore di Futuro e libertà, Tina Raucci, e il portavoce della Federazione della sinistra, Antonella De Carlo. Nel suo curriculum la De Carlo vanta una fulminea esperienza come assessore alla pubblica istruzione e all'edilizia scolastica. Il partito la indicò al sindaco Giuseppe Fattopace, preferendola al marito, Giovanni Frattolillo. Segno dei tempi?
Claudio
Lombardi, "A Capodrise è boom di donne in politica", il Mattino, 25 marzo 2011

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