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CRUNA | NOTIZIE | In Campania doppia proroga del regime di calcolo per Tarsu e Tia

In Campania doppia proroga del regime di calcolo per Tarsu e Tia

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ROMA. La legge di conversione del Milleproroghe rischia di creare un caos normativo sulla gestione finanziaria dei rifiuti in Campania. Oltre alla disposizione di non facile lettura sulle modalità di finanziamento del ciclo di gestione (si veda Il Sole 24 Ore di lunedì 28 febbraio 2011), sorgono infatti alcuni dubbi anche sulla durata del regime transitorio per il calcolo di Tarsu-Tia. Per i comuni della regione permane uno speciale regime applicativo di Tarsu e Tia, le cui tariffe devono coprire integralmente i costi per almeno cinque anni e fino al 2013. Inoltre, l'articolo 11 del Dl 195/09 ha trasferito alle province campane la riscossione di Tarsu e Tia, imponendo ai comuni di trasmettere agli enti provinciali gli archivi Tarsu-Tia, nonché le informazioni sulla raccolta dei rifiuti e la banca dati dell'anagrafe. La legge di conversione 26/2010 ha poi introdotto per il 2010 un regime provvisorio e sperimentale che consente ai comuni di calcolare Tarsu e Tia in base a due distinti costi, elaborati da province e comuni per fronteggiare gli oneri inerenti al ciclo di gestione dei rifiuti di rispettiva pertinenza. Viene quindi introdotta una nuova ripartizione di competenze tra i due enti, ai quali peraltro si aggiungono le società provinciali di recente istituzione. In particolare, entro il 30 settembre 2010 i comuni avrebbero dovuto emettere un'apposita lista dei contribuenti, comprensiva delle due componenti dei costi, da affidare ai soggetti incaricati della riscossione per il successivo trasferimento degli importi incassati su due conti, uno del comune e un altro della provincia (o società provinciale). La legge 26/2010 consente poi dal 1° gennaio 2011 di affidare l'accertamento e la riscossione di Tarsu-Tia alle società iscritte nell'apposito albo ministeriale di cui all'articolo 53 del Dlgs 446/97. Previsto per il solo 2010, il regime del "doppio binario" è stato ora esteso al 2011 dalla legge 1/2011 di conversione del Dl 196/2010, che differisce al 30 settembre 2011 gli adempimenti che i comuni dovevano effettuare entro settembre 2010 e rinvia al 1° gennaio 2012 la possibilità di esternalizzare il servizio di accertamento e riscossione. Nel frattempo il Dl 225/2010 aveva prorogato, sia pure in forme e modi differenti, i termini di cui all'articolo 11 del Dl 195/09 (a eccezione di quello per l'affidamento all'esterno). In particolare, mentre il Dl 225/2010 contiene proroghe non testuali al 30 marzo 2011, la legge 1/2011 proroga i termini in questione alla fine del 2011 attraverso puntuali modifiche testuali. Ci si aspettava che con la conversione del Milleproroghe si eliminasse il riferimento alla gestione provvisoria Tarsu-Tia Campania in quanto un mese prima il Parlamento l'aveva già prorogata di un anno, ma nella tabella della legge 10/2011 è inspiegabilmente rimasto il riferimento all'articolo 11 del Dl 195/09. Si tratta di una sovrapposizione che rischia di creare un corto circuito legislativo: da una parte c'è una modifica testuale (quella contenuta nella legge 1), dall'altra c'è invece una proroga con rinvio alla tabella della legge 10/2011. Si potrebbe concludere che la legge 10/2011 – in quanto successiva – avrebbe di fatto neutralizzato gli effetti della legge 1/2011. Ma la disposizione "incriminata" è stata introdotta dal Dl 225/2010, cioè prima della 1/2011, quindi quest'ultima prevale sul Milleproroghe.
Fonte: Il Sole 24 Ore.it

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