CRUNA

  • •Aumenta dimensione caratteri•
  • •Dimensione caratteri predefinita•
  • •Diminuisci dimensione caratteri•
CRUNA | NOTIZIE | Amianto e rifiuti, un altro schiaffo alla bellezza

Amianto e rifiuti, un altro schiaffo alla bellezza

•Valutazione attuale•: / 1
•Scarso••Ottimo• 

CASERTA. Un paradiso abitato da diavoli. Non è la Napoli settecentesca raccontata da Goethe, ma Caserta raccontata dall’obiettivo. Quello fotografico. Il panorama mozzafiato si allarga sotto lo sguardo compiaciuto di chi sale da San Leucio verso Casertavecchia. Man mano che ci si avvicina al borgo medievale, si infittisce la vegetazione fatta di castagni, querce, larici, lecci, pini, abeti, plastica e monnezza. All’orizzonte il Vesuvio, Capri, le isole Pontine, il mare, ma lo spettacolo della natura soccombe all’umiliazione dell’inciviltà. In città aleggia la soddisfazione di aver raggiunto in due anni una percentuale di raccolta differenziata del 50%, che ha meritato autorevoli riconoscimenti finanche dalla Corte dei Conti. Ma qui si torna alla dura realtà di una società degradata, che non sempre è vittima di un reo destino, anzi ne è colpevole artefice, questa volta, e senza trarne alcun beneficio che giustifichi, o spieghi, tanta inciviltà. Si va dalle buste cariche di spazzatura non differenziata, prodotto di quelle famiglie in cui il senso civico non alberga, si prosegue poi per un vasto e variegato inventario di tutto quanto non dovrebbe essere lì. Ci sono copertoni di automobili, materassi e putridi, mobili di cucina sfatti e ammuffiti, frigoriferi arrugginiti, bottiglie di plastica, scarpe scarpine scarponi, water rotti, servizi di piatti scassati e spaiati disseminati qua e là, ferraglia da robivecchi, materiale elettrico inerte, ante di armadi, tapparelle bucate e arse dal sole, buste nere sigillatissime, custodi di chissà quali inconfessabili segreti e poi, al danno la beffa, tra spazzatura di ogni tipo, il cartello, attentamente collocato e protetto dalle intemperie con una busta trasparente che cita testualmente «Codice Cer 170605. Rifiuti pericolosi. Pericolo di morte» con tanto di teschio in alto per far ben comprendere anche a chi, come noi, non sa che cosa sia il codice Cer 170605. Ci siamo informati. Si tratta di amianto. L’amianto è una sostanza cancerogena. Rappresenta un pericolo per la salute quando esiste la possibilità che le fibre (costituenti la polvere) siano inalate. I materiali contenenti amianto devono essere smaltiti tramite ditte specializzate iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali. I rifiuti che lo contengono – dice la legge italiana (ma forse da queste parti non lo sanno) - devono essere riposti in imballaggi accuratamente sigillati ed etichettati. Il materiale di risulta prodotto dalla bonifica di un edificio è codice 170605, cioè «materiali da costruzione contenenti amianto». Cosa ha fatto il signore che ha provveduto ad aggiustare casa sua? Ha buttato lungo la strada di tutti materiale cancerogeno che avrebbe dovuto consegnare, se fosse stato perbene e civile, alla ditta specializzata. Il trionfo della barbarie. Non c’è scusa che tenga. Non c’è comprensione. In città esistono tre isole ecologiche dove è possibile consegnare, aiutati anche dal personale qualificato e competente, qualsiasi tipo di prodotto non rientri nella raccolta differenziata porta a porta. È inoltre possibile chiamare la ditta specializzata che a casa viene a ritirare i rifiuti ingombranti. Negli anni scorsi l’amministrazione comunale ha provveduto a fare pulizia con costosi interventi lungo le strade di confine della città, per esempio questa di cui vi stiamo parlando è quella che porta da Santa Lucia a San Michele, con il risultato che si è dovuto mettere mano alle finanze cittadine in fondi non destinati ai rifiuti, per sopperire all’assenza di senso civico e di rispetto per il bene comune. L’esito finale è sotto gli occhi di tutti. Ci si chiede cosa spinge una persona, dotata di intelletto, a caricare su una vettura, un camion, una moto, una tazza da gabinetto non più utile, fare chilometri per andarla a buttare tra il verde dei mirtilli, degli abeti antichi, dei rovi di more. La scorsa domenica mattina Ornella Muti e Mimmo Mancini, protagonisti al Teatro Comunale nella pièce «L’ebreo», viaggiavano a bordo di un’auto in visita al territorio casertano. Confusi tra la bellezza dell’antica cattedrale e la magia dei vicoli angusti chiedevano a chi vive in città quale inspiegabile maledizione convive con tanta bellezza, chiedevano come era possibile ricoprire di rifiuti la storia della propria terra, del proprio passato. Chiedevano senza ottenere risposte. Perché nessuna risposta può essere data, la vergogna è su tutti, anche su quanti fanno quotidianamente il proprio dovere. Lo sfregio è alla cultura, alla natura, alla bellezza, al creato.
Nadia Verdile, Il Mattino, 4 marzo 2011

•Commenti•

Per commentare questo articolo devi registrarti
 

cerca nel sito


visite oggi:0
ultimo mese:0
totale visite:0

Altro sull'argomento...


meno rifiuti più benesere
•Banner•
•Banner•