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CRUNA | NOTIZIE | Sacchetti plastica: Tar conferma divieto commercializzazione

Sacchetti plastica: Tar conferma divieto commercializzazione

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ROMA. I sacchetti di plastica, quelli per fare la spesa, restano vietati per legge: a nulla e' valso il ricorso al Tar fatto da alcune ditte produttrici degli 'shopper' in polietilene. Il divieto, entrato in vigore dal primo gennaio di quest'anno, obbliga negozi e grande distribuzione a sostituire i vecchi sacchetti in plastica con quelli in materiali biodegradabili, oppure a tornare alla vecchia sporta o alla 'retina' della nonna. L'Unionplast, che rappresenta i produttori dei sacchetti ora fuorilegge, si era rivolta al Tribunale amministrativo del Lazio per chiedere la sospensione del provvedimento varato dal ministero dell'Ambiente. Ma i giudici della III sezione ter del tar hanno respinto la richiesta dell'Unionplast e di altre quattro aziende produttrici. ''La decisione del Tar del Lazio sugli shopper conferma anche sotto il profilo giuridico la legittimita' della scelta del Governo - ha commentato il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo - una scelta che e' stata ben recepita e accettata dall'opinione pubblica italiana che ha mostrato una forte sensibilita' ambientale e la disponibilita' a modificare le proprie abitudini per migliorare il bilancio ecologico del nostro paese. Un segnale positivo, quindi, che rafforza il nostro impegno per superare, d'intesa con la Ue, anche le questioni tecnico-giuridiche sulla compatibilita' del provvedimento con la normativa europea''. La sentenza ''e' un'ottima notizia'' ha detto Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi: ''Finalmente la norma voluta dai Verdi che la fecero approvare nella Finanziaria del 2007 potra' essere applicata con benefici immediati sull'ambiente''. Soddisfazione anche di Legambiente che era intervenuta 'ad opponendum' contro il ricorso dei produttori di plastica, sostenendo ''le ragioni del ministero dell'Ambiente'' e ''per difendere una legge innovativa che pone l'Italia, dove si consuma addirittura il 25% dei sacchetti commercializzati nei 27 Stati membri, all'avanguardia rispetto al problema dell' inquinamento causato dalla plastica dispersa''. Amaro il commento della Unionplast che ora getta sul piatto della bilancia le ricadute del divieto dei sacchetti di plastica sul lavoro: ''Dei quattro mila dipendenti del settore, ben due terzi sono in cassa integrazione'', afferma il direttore generale Angelo Bonsignori, il quale aggiunge di aspettare, ora, ''che i giudici si pronuncino anche nel merito del provvedimento''. L'Unionplast ora e' in attesa anche che si pronunci Bruxelles che gia' in passato aveva bocciato analogo divieto in Francia. Secondo l'associazione, infatti, l'Italia su questo fronte rischia una procedura d'infrazione perche' lo stop ai sacchetti in plastica sarebbe in contrasto con la direttiva europea sugli imballaggi.

Fonte ANSA.it

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