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CRUNA | NOTIZIE | Il Presidente della Repubblica chiede lumi sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Camigliano

Il Presidente della Repubblica chiede lumi sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Camigliano

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CAMIGLIANO. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intende fare chiarezza sul caso Camigliano. Con una lettera al ministro dell'Interno Maroni, inviata per conoscenza al Comune dell'agro caleno, Napolitano chiede di relazionare sullo scioglimento del consiglio comunale, avvenuto lo scorso mese di luglio dopo che l'ex sindaco Vincenzo Cenname si era opposto alla provincializzazione della gestione dei rifiuti. Napolitano accende i riflettori su quanto accaduto nel piccolo centro del Casertano, a seguito del clamore mediatico suscitato dalla rimozione di un sindaco virtuoso che, in una regione assediata dal dramma dei rifiuti, ha trasformato Camigliano, circa duemila abitanti, in paese virtuoso, con elevate percentuali di differenziata e politiche sostenibili all'altezza delle oasi felici del Nord. Un paradosso che ha toccato il culmine quando a dicembre la Provincia ha invitato i sindaci a proseguire, in deroga alla legge 26/2010, la gestione in forma diretta del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti. In particolare in una lettera ai Comuni, la Provincia evidenziava l'inattuabilità della provincializzazione dei rifiuti, indicando come giustificazione il fatto che «numerose amministrazioni comunali sono state inadempienti rispetto agli obblighi di trasmissione alla Provincia degli indispensabili elementi di informazione di cui all'articolo 11 comma 5». Il riferimento è ai dati relativi a Tia (tariffa igiene ambientale) e Tarsu (tassa sui rifiuti), il cui mancato invio è costato prima il commissariamento ad acta e poi lo scioglimento del consiglio di Camigliano. «Come mai, visto che numerosi Comuni sarebbero stati inadempienti - chiede Cenname - solo il Comune da me amministrato è stato sciolto?». Una domanda legittima contenuta in una missiva inviata dall'attuale esecutivo camiglianese (guidato dalla vice di Cenname, Gemma Graziano, in carica fino alle prossime elezioni) al presidente della Repubblica. «Le vere motivazioni della mancata attuazione della Legge 26/2010 - sostiene Cenname - sono di ben altra natura e cioè la non disponibilità delle risorse economiche necessarie per garantire il servizio in tutti i 104 comuni della provincia, ma anche e soprattutto la mancanza di un piano industriale e di un piano di raccolta differenziata adatto alle esigenze dei singoli territori». Il caso di Camigliano, quindi, farà discutere ancora.
fonte:
 il Mattino

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