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CRUNA | NOTIZIE | Successo di Trattoria Bella Napoli al teatro Don Bosco

Successo di Trattoria Bella Napoli al teatro Don Bosco

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RECALE. Basta un compatto gruppo di giovani ben motivati, un bel testo da interpretare, su quella coralità sentenziosa e a tratti comica che appartiene esclusivamente alla città di Napoli, un folto pubblico di sostenitori, e si celebra un trionfo! Ed è ciò che si è verificato, martedì sera, per la gioia dei giovani dell'oratorio "S. Antimo", della Parrocchia di S. Maria Assunta di Recale, dopo l'interpretazione della commedia in due atti di Mauro Palumbo "Trattoria Bella Napoli". L'evento, che ha avuto luogo presso il teatro Don Bosco di Caserta, ha visto impegnati sul palco del noto teatro, un cospicuo gruppo di ragazzi, tutti a dare il loro contributo, impegnandosi al massimo per la riuscita perfetta della serata e con grande soddisfazione del parroco, Don Franco Catrame, noto per la grande fiducia che ripone nelle nuove generazioni. Così gli spettatori, in un teatro gremito, hanno vissuto momenti di forte ilarità alternati a momenti di grande commozione, attraverso il racconto di una città come Napoli, molto controversa, per il forte contrasto che presenta, tra le sue bellezze e i suoi numerosi problemi. Al centro dell'opera teatrale c'è una trattoria, "Bella Napoli", appunto, il cui proprietario è costretto a fare i conti con una banda di taglieggiatori, che non riesce a trovare il coraggio di denunciare. Intorno alla trattoria gravitano personaggi paradossali ma verosimili, come chi è costretto ad arrangiarsi svolgendo le attività più svariate o chi resta eterno disoccupato in cerca di un posto fisso, come i camorristi e i guappi che talvolta convivono con poliziotti poco credibili, e gli extracomunitari che cercano di conquistarsi un posto in società. Accanto a queste colorate caratterizzazioni, vengono rappresentati degli elementi distintivi legati prettamente ad una napoletanità che non teme concorrenza, come la superstizione, il culto del gioco, la spavalderia… il tutto intriso di una forte umanità che solo la città di Napoli sa rendere… Una irriducibile napoletanità a tutto tondo, quindi, rende i protagonisti dell'opera personaggi che emanano "calore"… il calore di una solidarietà che acquista più vigore e che diviene più autentica e necessaria se mirata ad un cambiamento in positivo della società. E appare evidente che pur esprimendo un'amarezza atavica sull'ineluttabile sofferenza dell'essere, l'obiettivo dell'autore, reso magistralmente da attori non professionisti è quello di evidenziare come il vero napoletano non cede mai al moto di disprezzo per ciò che di negativo avviene nella sua città, e vi rimane saldamente legato, perché alimentato da un sottile filo di speranza, o da una profonda coltre di rassegnazione, e perché si immedesima in tutte "le parti" che costituiscono un problema. Il quadro che viene fuori da questo prodotto è di certo quello di una città – Napoli – che non può non mantenere il suo primato assoluto in fatto di folklore, originalità, unicità. Non capita spesso, infatti, che assistendo ad uno spettacolo teatrale si riesca a provare quell'emozione che porta un groppo alla gola… ma i ragazzi di Recale magistralmente guidati da un regista encomiabile e con la loro forza, data dalla possente carica aggregativa che sono riusciti a raggiungere, hanno adoperato con grande cura un testo ricco e sono riusciti a ripristinare un legame tra lo spettatore e la meravigliosa città partenopea, spesso interrotto da realizzazioni esibizionistiche più che teatrali, e di certo poco credibili!
fonte: Caserta News

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