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CRUNA | NOTIZIE | ARPAC: Camposciello è nei limiti di legge

ARPAC: Camposciello è nei limiti di legge

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scuola materna CamposcielloRECALE. Ci è giunta oggi da parte dell'ARPAC – Dipartimento provinciale di Caserta – copia della “Relazione tecnica relativa al sopralluogo effettuato in data 14/12/2010” presso il plesso scolastico in località Camposciello a Recale. Anticipiamo subito la conclusione: «Dai dati rilevati, non si sono riscontrati, in aree con prevedibile futura presenza umana maggiore di quattro ore giornaliere superamenti dei livelli emissivi così come stabilito dal D.P.C.M. 08.07.03»

In dettaglio, il documento specifica che «...in data 14.12.10 si sono effettuate le misurazioni strumentali delle intensità dei campi elettromagnetici in punti ricadenti nelle aree interne del plesso scolastico in oggetto. Si precisa che l'elettrodotto è situato ad est del plesso stesso ad una distanza variabile media di circa 70 m.»

Sono state effettuate tre rilevazioni di campo a basse frequenze (50 Hz):

  • 1) area est del plesso (uffici Direzione Didattica) più prossima all'elettrodotto. Valore rilevato: 0,30 microtesla
  • 2) ingresso Direzione Didattica. Valore rilevato: 0,20 microtesla
  • 3) ingresso scuola Valore rilevato: 0,20 microtesla

In sostanza i valori riscontrati rientrano ampiamente nei limiti dell'obbiettivo di qualità di 3 microtesla previsto dal DPCM 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti” (con buona pace di chi eventualmente sperava di sollevare un caso politico sulla vicenda).

A noi, come a tutti i cittadini interessati esclusivamente alla sicurezza dei bambini e degli operatori che trascorreranno nel plesso le loro giornate, restano solo due interrogativi: non sarebbe stato logico che l'Amministrazione facesse effettuare questi controlli prima di aprire il cantiere invece di aspettare che un'associazione ambientalista e due consiglieri di opposizione chiedessero l'intervento dell'ARPAC a lavori quasi ultimati?

Ma soprattutto, tenendo presenti gli ampi margini di dubbio sugli effetti dei campi a bassa frequenza di cui riferiamo più avanti, Camposciello era davvero il posto più indicato per una scuola materna di nuova costruzione?

 

Campi elettromagnetici e rischi per la salute: lo stato dell'arte

tabella onde elettromagnetiche

I rischi per la salute causati dai campi elettromagnetici (CEM) artificiali sono stati oggetto di numerosi studi scientifici negli ultimi 40 anni, con il diffondersi delle apparecchiature che li generano: linee elettriche, cablaggi per la fornitura di corrente ad uso domestico, strumenti dotati di motore elettrico, schermi per computer, apparati per telecomunicazione e diffusione radiotelevisiva, telefoni cellulari e relative stazioni radio base

La valutazione dei potenziali rischi dell'esposizione ai CEM è difficile e non priva di incertezze. In particolare, diversi studi epidemiologici suggeriscono l'esistenza di correlazioni tra l'esposizione a campi elettromagnetici e patologie nell'uomo (1). Fra questi, i più noti (e spesso impropriamente citati) riguardano un possibile incremento del rischio di leucemia infantile, associato all'esposizione a campi elettrici e magnetici a frequenza di rete (50/60 Hz) in ambiente domestico.

Nessuno di questi studi ha definitivamente accertato l'esistenza e l'entità del rischio derivante dall'esposizione ai CEM, ma è evidente che la notevole incertezza scientifica genera una forte apprensione su questo tema.

È altrettanto chiaro tuttavia che, vista la dimensione globale del problema, non si può certo attendere l'evidenza scientifica del danno prima di prendere misure cautelative!

Infatti, un documento di base dell'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicato nel marzo 2001 raccomandava di adottare politiche volontarie per ridurre l’esposizione a campi ELF, secondo criteri di costo/efficacia (2).

Negli anni, si sono definiti diversi approcci alle politiche di tutela:

il principio di precauzione: è una politica di gestione del rischio applicata in circostanze caratterizzate da un alto grado di incertezza scientifica, e riflette la necessità di intervenire nei confronti di un rischio potenzialmente grave senza attendere i risultati della ricerca scientifica.

la "prudent avoidance": prescrive l'adozione di misure a basso costo per ridurre l'esposizione, anche in assenza di una qualunque previsione scientificamente giustificabile. Questi provvedimenti sono generalmente sotto forma di raccomandazioni volontarie piuttosto che di limiti o regole stringenti.(3)

il principio ALARA: è l'acronimo dell'inglese As Low As Reasonably Achievable (il più basso ragionevolmente raggiungibile), una politica atta a minimizzare rischi conosciuti, mantenendo l'esposizione ai livelli più bassi ragionevolmente possibili tenendo in considerazione i costi, la tecnologia, i benefici per salute pubblica ed altri fattori sociali ed economici. (4)

La normativa italiana (5), anche se fissa limiti fra i più bassi nell'ambito dei Paesi UE, tuttavia si ispira al meno restrittivo di questi criteri, il principio di precauzione. In particolare, il DCPM 8 luglio 2003 (6) prevede per i CEM a bassa frequenza un limite massimo di 100 μT, un valore di attenzione di 10 μT e un obbiettivo di qualità di 3 μT nelle aree in cui è prevista una presenza umana per periodi superiori alle 4 ore giornaliere. Quest'ultimo valore, anche se più basso del limite di 4 μT indicato dalla letteratura scientifica come limite inferiore della presunta correlazione con la leucemia infantile, vi si colloca pericolosamente vicino, specie in assenza di monitoraggi continui dell'esposizione.

In conclusione, ci sembra sempre valido il monito del prof. Paolo Vecchia, Presidente dell’Associazione Europea di Bioelettromagnetismo (EBEA), che conclude il suo studio “I rischi da campi elettromagnetici: valutazione, percezione, protezione” con le parole:

«L’enorme accelerazione della tecnologia ha comportato infatti, in molti casi, una crescente divaricazione tra i tempi propri dello sviluppo industriale e quelli molto più lenti della ricerca scientifica. Ciò implica che nuove tecnologie, che possono anche comportare significativi vantaggi per l’individuo e per la società, giungano a maturazione e si diffondano prima che possano esserne accertati con adeguato grado di confidenza gli eventuali rischi.

D’altro canto, è indubbio che lo sviluppo comporti crescenti occasioni di esposizione ai più svariati agenti e che questo processo non possa durare all’infinito e in modo incontrollato.

A questo problema si può dare risposta limitando le esposizioni al minimo ragionevole, tenuto conto delle esigenze tecnologiche e dei vincoli economici: si tratta, più che di una politica cautelativa, della ricerca di uno sviluppo sostenibile. La limitazione delle dosi (o delle esposizioni) è, in quest’ottica, un obiettivo da perseguire indipendentemente dall’esistenza di rischi sanitari accertati.»


 

 

Dato che siamo soliti documentare le cose che diciamo, vi beccate anche la bibliografia:

1. AGNIR (2001) Independent Advisory Group on Non-Ionising Radiation, Power Frequency Electromagnetic Fields and the Risk of Cancer. National Radiological Protection Board (UK) 2001. Vedi;

Health Council of the Netherlands (2001). Electromagnetic fields: Annual Update 2001. Vedi;

ICNIRP (1998) International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection Guidelines for limiting exposure to time varying electric, magnetic and electromagnetic fields (up to 300 GHz). Health Physics 74(4), 494-522. Vedi;

Portier CJ and Wolfe MS (eds.), National Institute of Environmental Health Sciences of the National Institute of Health. Assessment of health effects from exposure to power-line frequency electric and magnetic fields. NIEHS Working Group Report, Research Triangle Park, NC, USA, NIH Publication No. 98-3981, 1998. Vedi;

Repacholi M and Greenebaum B (eds.), Interaction of static and extremely low frequency electric and magnetic fields with living systems: health effects and research needs. Bioelectromagnetics 1999; 20: 133-160.

2. Campi elettromagnetici e salute pubblica – Politiche cautelative (Marzo 2001) Vedi.

3. La “prudent avoidance” (non necessariamente identificata con tale espressione) è stata adottata come politica in parte dei settori elettrici dell’Australia, della Svezia e di alcuni degli Stati Uniti (California, Colorado, Hawaii, New York, Ohio, Texas e Wisconsin). Nel 1997 l’Australia ha adottato una politica di “prudent avoidance” nei riguardi delle nuove linee di trasmissione, con misure descritte dal governo come “linee guida generali” da applicare “senza indebiti problemi”. I provvedimenti che possono essere adottati a “costi modesti” includono il passaggio degli elettrodotti lontano dalle scuole e la disposizione delle fasi dei conduttori delle linee elettriche in modo tale da ridurre i campi magnetici in prossimità delle fasce di rispetto.

National Institute for Environmental Health Sciences (NIEHS) - Raccomandazioni al Congresso degli Stati Uniti, 1998. Vedi:

Nel 1999, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha esortato l'industria della telefonia mobile a progettare telefoni che minimizzino l'esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza, fino ai livelli necessari per il funzionamento del dispositivo.

4. Il principio ALARA è usato soprattutto nel contesto della protezione dalle radiazioni ionizzanti, dove i limiti non sono stabiliti sulla base di una soglia, ma piuttosto sulla base di un "rischio accettabile", ma non per i campi elettromagnetici (linee elettriche o campi a radiofrequenza), data l'assenza di qualunque valore di rischio atteso a bassi livelli di esposizione e data l'ubiquità dell'esposizione stessa.
Tuttavia questo principio è ampiamente utilizzato dalla normativa UE in altri settori: vedi il Regolamento (CE) N. 1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari.

5. Una raccolta della legislazione e della giurisprudenza italiane in materia di inquinamento elettromagnetico si trova nel dossier elettrosmog di Recale Magazine

6. DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio 2003 - Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita' per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti. Vedi in pdf

•Commenti•

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vabbuò così siamo sicuri che se pure ci prendiamo la leucemia non abbiamo violato nessuna legge!... nicola
avatar admin
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: )))))
ciao nick, benvenuto! Fa piacere incontrare persone che sanno prendere le cose con un po' di spirito... comunque hai centrato il problema, non sono certo i parametri 'di legge' a salvarci la salute... servono cervello e buonsenso - merci rare a quanto sembra - ciao, enzo
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