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CRUNA | Acqua bene comune | Acqua, ad Angri mille ricorsi contro la Spa

Acqua, ad Angri mille ricorsi contro la Spa

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Angri, mille ricorsi per l'acquaANGRI - Sono circa mille i ricorsi avviati da utenti angresi contro la Gori spa, e la cifra enorme spiega quanto si siano inaspriti i cittadini dopo anni di gestione del servizio idrico da parte della compagnia con sede legale a Ercolano, in provincia di Napoli. I ricorsi nascono per episodi del periodo 2006-2007, quando ci fu il passaggio di consegne tra la Gori e il Comune. In molti casi, pur disponendo di un nuovo contatore installato dagli operatori della compagnia, gli utenti non avevano sottoscritto nessun tipo di contratto con il nuovo gestore.

Insomma un cambio di gestione e una cessione dei contratti che non sono stati mai regolarmente notificati. Quindi l’azienda non sarebbe legittimata a chiedere nessun tipo di pagamento. A questo si aggiunge che al momento del subentro è stato lo stesso Comune a fornire i dati anagrafici dei fruitori.

Il signor Enzo è uno dei 1000 cittadini che ha fatto ricorso, con esito positivo, al giudice di pace del tribunale di Nocera Inferiore nel giugno del 2010. «La Gori non è un ente pubblico - si legge nella sentenza numero 3692 - ma una societá di capitali, per cui non poteva dare mandato all’Areariscossioni spa per il recupero coattivo dei crediti. Occorre poi rilevare che la Gori non ha provato l’esistenza di alcun contratto, deducendo solo di essere subentrata ex lege nella gestione del Siis». In altre parole, una cosa è il subentro ex lege nella gestione del Sistema idrico integrato, un’altra la cessione dei contratti, che esigeva la forma scritta.

Non mancano poi le denunce di disservizi: «Abito in un condominio al centro di Sant’Antonio Abate - racconta una signora in fila allo sportello di Scafati - abbiamo riscontrato un problema con la fornitura dell’acqua. Contattare gli operatori al numero verde è impossibile, dopo un’ora di attesa sono stata costretta a venire qui». Altri, invece, definiscono la compagnia «l’ennesimo serbatoio di voti politici, ideata ad hoc per privatizzare la gestione di un bene pubblico».

La situazione non migliorerá se dovessero essere approvati gli aumenti tariffari straordinari su tutte le fasce di consumo, che il Cda dell’ente di ambito proporrá a fine mese in Regione. La stangata interesserá ben 16 comuni. E c’è giá chi avanza la proposta di una class action.

Fonte: Roberta Salzano - ideavision

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